Regional Italian & Dialects: NAPOLETANO; Italian Listening & Comprehension Excercise [Video in slow Italian]

By Manu Venditti | All Levels

Italian listening & comprehensioN

Episode 21- Regional Italian & Dialects: Napoletano

Benvenuti a Caffè Italiano con Manu dove facciamo esercizi di ascolto e comprensione della lingua italiana in italiano lento.

Perché l'italiano lento?

Perché è il passo intermedio fra le attività per bambini, che sono abbastanza stupide per noi adulti, e l'italiano normale di un film, della televisione italiana.

Oggi parliamo per la seconda volta di italiano regionale e di dialetti italiani.

Nell'episodio precedente che trovi qui nelle info cards abbiamo parlato di italiano regionale in Sicilia, in particolar modo nella città di Catania.

Quindi il catanese, uno dei dialetti siciliani.

Oggi parliamo invece di italiano regionale della città di Napoli.

Parliamo un po' di dialetto napoletano perché è divertente, i dialetti sono tutti, tutti belli e poi parliamo dell'italiano regionale che è una cosa che è utile per tutti.

Perché dico questo?

Il dialetto è una lingua diversa.

Se tu non conosci il dialetto napoletano probabilmente non capisci la persona che ti parla, come io non capisco una persona che mi parla in dialetto napoletano.

Ma se tu sai l'italiano come io so l'italiano e la persona di Napoli parla in italiano, che è normale, allora ci capiamo tranquillamente.

Ma ci sono delle differenze linguistiche, di pronuncia, di chissà cosa che oggi scopriamo grazie all'aiuto di Alessia che fa parte del team di Italy Made Easy che io adesso invito e spero di sentire, perché non sono sicuro che sentirò Alessia.

Allora, siamo pronti?

Eccoci qui.

Benvenuta Alessia.

Buonasera e la... la bella notizia è che ti sento anch'io.

Allora tu di dove sei?

Campania, ok.

Quindi sei a sud di Roma.

Ah, ok.

Non ti sentono.

Sono stressato?

No.

Perché o sentite Alessia o sentite due volte Manu.

Bella... bella cosa.

Alessia anch'io... io mi sento quando parlo con te dopo dieci secondi mi sento a me.

Tu hai mica youtube acceso, davvero?

Ok.

Tu hai mica youtube acceso, davvero?

Allora riproviamo ma adesso probabilmente sentite l'eco di Emanuele.

Ma sentite Alessia?

[Alessia]: ok, proviamo adesso vediamo se riescono a sentirmi.

Allora riproviamo ma adesso probabilmente sentite l'eco di Emanuele.

Un po' di problemini oggi.

Ok, eco is back.

Niente eco.

C'è chi mi dice sì due volte Manu e chi mi dice che è tutto ok.

Quindi sentite Alessia, perfetto.

Ma sentite l'eco di Manu?

Ok.

Sembra tutto perfetto.

Poi scusate... nella diretta succede questo.

Ok, allora ho abbassato molto il volume di Alessia così non è forte e continuiamo a parlare con Alessia.

Quindi tu sei di Napoli e... è una domanda particolare.

Quando tu eri bambina, quindi sei nata, cresciuta a Napoli, che lingua parlavi all'inizio?

Quando eri proprio piccola, piccola le prime parole che hai detto erano in dialetto o erano in italiano?

Ok... abbiamo fatto tante prove e alla fine non funziona.

Alessia, parla.

[Alessia]: ok, riproviamo adesso.

Magari, magari adesso funziona.

Chi è in chat forse sta guardando il video di 5 minuti fa e non quello di adesso.

[Alessia]: ok, adesso forse sì.

[Manu]: però c'è l'eco.

Che tortura.

Sentono due volte Manu.

Dobbiamo fare un taglia, taglia, taglia di questo video alla fine.

Grazie studenti che voi siete qui che ci guardate live, cento studenti con molta pazienza, pazienza.

Si sente l'eco.

Anche due volte Alessia.

Bene.

Ma l'importante è comunque che... questo è comunque un esercizio di italiano perché state guardando due italiani disperati che cercano di fare una trasmissione dal vivo.

Io non capisco perché adesso dicono tutto bene ma io non ho cambiato nulla.

C'è qualcuno che sta guardando veramente dal vivo, con la luce rossa live, adesso?

guardate l'orologio, adesso sono dodici minuti dopo l'ora.

C'è l'eco, cristiana è live quindi... ok l'ultimo tentativo, scusate ragazzi, scusate molto.

Un attimo... quanta pazienza.

Voi dico, non io.

Ok.

Alessia.

[Alessia]: ok.

[Manu]: mi senti?

Allora proviamo adesso.

Facciamo l'ultimo... l'ultima prova.

[Alessia]: va bene.

[Manu]: se voi sentite me ok.

Se sentite Alessia ok.

[Alessia]: proviamo magari adesso ci sentono.

[Manu]: perfetto dicono, perfetto.

Ok.

[Alessia]: ok.

[Manu]: allora ricominciamo.

Non ricominciamo, continuiamo.

Sono contentissimo che ora tutto funzioni perché abbiamo una chiacchierata molto interessante e preparata anche se già è tardi.

Allora, cara Alessia.

[Alessia]: caro Manu.

Allora... [Manu]: parliamo del napoletano.

Prima parliamo del dialetto, perché il dialetto è simpatico.

Tutti i dialetti sono belli e simpatici.

Tu parli napoletano che è uno dei più simpatici.

[Alessia]: esatto, sì il dialetto napoletano è molto, molto vasto e come dicevo, come raccontavo prima io in effetti non lo parlo da quando ero piccola perché in famiglia abbiamo sempre parlato italiano.

L'ho imparato perché l'ho sentito in giro, l'ho sentito parlare, l'ho sentito dire.

Magari un po' dai nonni che più parlavano in dialetto e quindi per... per sentito dire così l'ho imparato e non conosco neanche tutti i vocaboli, sarebbe impensabile.

Davvero molto, molto vasto.

[Manu]: parla forse... parla un po' più lentamente Alessia.

[Alessia]: ok, ok.

Ci sono delle espressioni dialettali napoletane che sono molto, molto differenti dall'italiano.

Se per esempio io Manu ti dico: "Manu oggi ha fatto [...]".

Tu che cosa capisci?

[Manu]: oggi ha fatto [...].

[Alessia]: esatto.

[Manu]: quindi forse ha piovuto.

[Alessia]: esatto, esatto, sì.

[Manu]: sì?

Ah, ok.

[Alessia]: ha piovuto in maniera abbondante.

Ci sono delle espressioni particolari perché sono un po' onomatopeiche che richiamano i suoni.

Quindi in questo caso [...] perché è il rumore della pioggia che batte, no?

Quindi [...].

Come per esempio un'altra espressione simile: "Manu ti dico una cosa a [...]".

[Manu]: ti dico una cosa a [...].

Io questa la so perché... perché forse noi italiani guardiamo i comici napoletani e quindi alcune espressioni le conosciamo ma uno studente straniero secondo me non capisce.

[Alessia]: esatto, esatto sì.

[Manu]: [...].

[Alessia]: anche perché non c'è una vera e propria traduzione in italiano no?

di questa parola.

[...] che vuol dire?

Vuol dire...

[Manu]: che significa?

[Alessia]: vuol dire "ti dico una cosa ma acqua in bocca" cioè non la dire a nessuno.

[Manu]: acqua in bocca.

[Alessia]: esatto richiama un po' il suono della bocca che si apre e si chiude.

Quindi fa [...].

[Manu]: capito.

[Alessia]: e vuol dire acqua in bocca a Manu.

[Manu]: quindi acqua in bocca, acqua in bocca, non dire a nessuno.

[Alessia]: esatto.

[Manu]: allora io... Alessia ho una richiesta, puoi provare a mettere le cuffie, a usare il microfono quello che abbiamo usato nelle prove?

Perché secondo me il problema è il tuo microfono.

[Alessia]: sì, certo.

Io ho le cuffie... un attimo solo... io ho le cuffie, vediamo adesso.

[Manu]: devi cambiare il microfono, non usare quello buono, usa quello delle cuffie se puoi.

[Alessia]: ok.

[Manu]: quindi stacca il microfono, l'altro.

[Alessia]: ok, vediamo adesso se mi sentite.

[Manu]: ok.

Quindi ok, [...] significa acqua in bocca.

[Alessia]: esatto.

[Manu]: ma per esempio, come si dice in napoletano... pensiamo a un oggetto... che ne so, una tazzina... ecco, una tazzina di caffè come si dice?

[Alessia]: ok, noi tendiamo a rimpicciolire tutto quindi la tazzina è [...].

[Manu]: [...].

[Alessia]: [...] sì, esatto.

[Manu]: e questo ci porta secondo me alla pronuncia perché la pronuncia napoletana... quando un napoletano parla italiano e si sente la sua pronuncia, quali sono le differenze fra la pronuncia italiana e la pronuncia napoletana dell'italiano standard?

Perché ovviamente a Napoli parlate italiano.

Quindi una cosa che voglio ricordare agli studenti è che se andate in Italia per esempio o sentite il dialetto... cioè se andate a Napoli o in altre città italiane ci sono due opzioni.

O tre opzioni diciamo.

La prima è sentite il dialetto e quindi non capite niente praticamente perché è un'altra lingua e avete il problema che abbiamo anche noi italiani.

Ma nella maggior parte dei casi, quando voi comunicate con una persona italiana loro parleranno italiano con voi, non il dialetto.

Quando parlano italiano è molto probabile che abbiano un accento, un accento che identifica che sono di quella città.

Quindi per esempio un accento più napoletano rispetto a un accento più milanese, sempre in italiano.

Quindi nel caso del napoletano, secondo te, quali sono le differenze principali?

[Alessia]: allora ci sono sicuramente dei suoni che pronunciamo diversamente come ad esempio…

[Manu]: ecco, dei suoni, con la "o".

La "o" dei suoni.

[Alessia]: esatto la "o", ma anche la "s".

Per esempio: "Manu oggi sono proprio scocciata".

Io adesso non ho tantissima influenza napoletana però un po' si sente la differenza se io te lo dico in italiano o se te lo dico con la mia cadenza napoletana.

Per esempio... oggi sono stanca, dico in italiano.

Oggi sono proprio stanca, proprio stanca, no?

C'è quel suono, quella "s" un po' diversa.

Poi parliamo molto velocemente e gesticoliamo anche molto, anche molto.

Io faccio un po' eccezione però a Napoli si gesticola molto.

Ancora ci sono dei... ad esempio per gli aggettivi possessivi.

[Manu]: ma per esempio, una domanda Alessia.

Adesso che parlavi della "s" hai fatto una "s" sì diversa dall'italiano ma non molto diversa.

Ma perlomeno guardando la televisione, i comici noi sentiamo una "s" molto più forte quasi una "sh".

Non è vera, non esiste?

[Alessia]: no, no, esiste, esiste.

Sono stanco, cioè proprio questa "s" sì, è molto marcata, è una "s" molto marcata.

[Manu]: però io comunque sento "s" ma... quindi tu non dici tipo... tipo stanco, con la "sh", no?

[Alessia]: no, non è proprio una "sh" è una "s" molto forte sì, una "s" molto forte.

[Manu]: ah, ok.

Invece parliamo di vocali.

[Alessia]: ok, le vocali sono sono un po'... un po' chiuse.

Per esempio... oddio adesso non mi viene in mente un esempio.

[Manu]: come dici tu per esempio la parola buono.

[Alessia]: buono.

Buono.

[Manu]: buono, quindi semplicemente chiudi la vocale aperta, la chiudi.

[Alessia]: chiudo la vocale esatto, chiudo la vocale esatto.

Poi noi non abbiamo un grande rapporto con le vocali perché il napoletano tendiamo nel dialetto ad eliminare l'ultima vocale di ogni parola.

Quindi anche nell'italiano le vocali proprio le produciamo in maniera quasi impercettibile.

[Manu]: quindi per esempio... che ne so, vediamo... biscotto.

[Alessia]: detto in italiano no?

Il biscotto.

[Manu]: ah, ok uguale, ok.

[Alessia]: sì, sì, sì, è uguale, uguale.

Insomma dipende un po' dalla... dalla formulazione della frase.

Per esempio se io ti devo dire... anche l'aggettivo, no?

Anche questo è differente.

Magari tu dici la mia borsa.

[Manu]: piano, piano Alessia.

Piano, piano! [Alessia]: ok, vedi?

Parliamo velocemente.

Dicevo se tu ad esempio dici la mia borsa, la mia camicia invece qui a Napoli tendiamo a dire la borsa mia, la camicia mia, il figlio tuo.

[Manu]: è vero.

Quindi voi mettete l'aggettivo possessivo dopo il sostantivo.

È una cosa che facciamo anche noi a Roma abbastanza.

Siamo un po'... siamo un po' a metà però anch'io personalmente tendo a dire la macchina mia e non la mia macchina.

[Alessia]: ok, sì magari è una cosa del centro[Manu]: sud Italia.

[Manu]: centro[Manu]: sud, sì.

[Alessia]: o ancora... o ancora non so se anche a Roma è così però noi utilizziamo molto il verbo tenere a posto del verbo avere.

Per esempio...

[Manu]: il verbo tenere al posto del verbo avere.

[Alessia]: io dico tengo fame, tengo sonno, tengo fretta.

Insomma, non... non sarebbe corretto, no?

Però usiamo il verbo tenere.

Oppure...

[Manu]: allora, fammi pensare.

Nella zona di Roma... se parliamo italiano no, usiamo ancora avere.

Però sicuramente nei... nei dialetti, per esempio anche nel mio usiamo il verbo tenere al posto di avere.

Come in spagnolo dicono nella chat, esatto.

[Alessia]: vero, vero ci sono delle inflessioni comunque spagnole nella lingua napoletana.

O ancora il verbo stare al posto del verbo essere.

Sto a lavoro, sto con gli amici.

[Manu]: ok, il verbo stare al posto del verbo essere.

Di nuovo come lo spagnolo e il portoghese.

[Alessia]: esatto.

[Manu]: quindi come?

[Alessia]: sto fuori con amici, sto al lavoro.

[Manu]: sto al lavoro.

[Alessia]: cioè io... difficilmente un napoletano dice sono al lavoro.

Cioè sto al lavoro.

Ancora sto al telefono.

[Manu]: sto al telefono.

[Alessia]: esatto.

E un'altra particolarità dei verbi è che spesso usiamo i verbi intransitivi come verbi transitivi.

Per esempio...

[Manu]: ok, aspetta.

Quindi usate i verbi intransitivi, quindi come andare, essere, uscire... [Alessia]: esatto.

[Manu]: verbi intransitivi.

Li usate come verbi transitivi, quindi con un oggetto.

[Alessia]: esatto, esatto.

Soprattutto per esempio mi viene in mente il verbo scendere o il verbo uscire.

[Manu]: scendere.

[Alessia]: per esempio noi diciamo io ho sceso il cane per dire che ho portato fuori il cane per il bisogno,  ho sceso il cane.

[Manu]: quindi invece di dire... per esempio, in italiano il verbo scendere è intransitivo quindi io scendo, punto.

[Alessia]: esatto.

[Manu]: non c'è l'oggetto.

Però a Napoli potete usarlo con l'oggetto.

Quindi io scendo il cane.

Quindi in italiano diciamo... potremmo, possiamo dire faccio scendere.

[Alessia]: esatto, sì, sì.

[Manu]: faccio scendere il cane o più o meno così.

[Alessia]: esatto.

[Manu]: però il significato è diverso.

[Alessia]: esatto.

[Manu]: quindi se andate a Napoli aspettatevi studenti di sentire verbi intransitivi usati con l'oggetto che è una cosa strana e grammaticalmente non giusta in italiano, ovviamente.

Un'altra cosa che mi veniva in mente... ecco, per esempio con il gerundio?

perché quando io penso al mio dialetto invece di dire "sto mangiando" noi diciamo "sto a mangiare".

Un po' come si fa nel portoghese europeo.

Quindi invece di sto mangiando... quindi non usiamo il gerundio, usiamo "sto a..." e l'infinito.

Sto a mangiare.

[Alessia]: ok.

Invece... invece qui no.

Questa forma che utilizzate voi, insomma nelle parti di Roma, non viene utilizzata a Napoli.

Utilizziamo anche molto il gerundio e anche nel dialetto napoletano.

Infatti quando dici sto mangiando nel dialetto napoletano anche dici [...], quindi utilizzi il verbo stare in ogni caso.

E anche in italiano comunque.

[Manu]: ok.

Allora, parliamo un attimo di dialetto.

Vediamo se nella chat ci sono domande di parole che vogliamo sapere come sono in napoletano.

[Alessia]: ok.

[Manu]: il mio consiglio, scrivete nella chat quale parola volete sapere in dialetto, se Alessia la conosce e se il dialetto è diverso.

Di solito sono le cose di uso quotidiano che hanno la parola dialettale, quindi non le parole astratte.

Le parole come amore, pazienza, libertà... generalmente sono uguali, generalmente.

[Alessia]: più o meno.

[Manu]: però se avete qualche oggetto che volete sapere scrivete nella chat e noi vi diciamo come si dice in napoletano.

Intanto....

In dialetto.

C'è qualche... qualche parola che secondo te io non capisco?

[Alessia]: sì, sì.

Perché ci sono alcune parole che sono completamente diverse.

Per esempio...

[Manu]: tipo?

[Alessia]: vuoi un aiuto?

Ti dico che è un oggetto che si utilizza in cucina o a tavola e si chiama in dialetto il tirabusciò.

[Manu]: il tirabusciò.

È bellissimo.

Non ho idea.

In cucina il tirabusciò.

Non ho idea.

[Alessia]: è il cavatappi.

[Manu]: il cavatappi, quindi per aprire le bottiglie, quelle del vino.

[Alessia]: esatto.

Esatto, sì.

[Manu]: ora capisco.

Perché tira... tirare vuol dire tirare, ok.

[Alessia]: esatto, è quello.

[Manu]: tirabusciò, interessante, interessante.

Allora, vediamo se ci sono parole... Giada, se ci sono parole le puoi scrivere lì, nel testo.

Così noi vediamo... ok, il tovagliolo.

[Alessia]: il tovagliolo semplicemente [...].

Ecco, per esempio in questo caso leviamo la vocale finale e quindi diventa [...].

[Manu]: [...].

[Alessia]: esatto, semplicemente.

[Manu]: ecco, per esempio una cosa del dialetto napoletano è l'articolo.

In italiano usiamo il... [Alessia]: in napoletano è "o".

[Manu]: "o".

Anche nel mio dialetto che è un dialetto della famiglia napoletana anche noi diciamo "o".

[Alessia]: "o".

[Manu]: nel mio dialetto.

[Alessia]: anche per esempio... sì, anche per esempio il ragazzo in italiano, in napoletano diventa [...].

[Manu]: [...].

[Alessia]: [...].

Infatti un'altra particolarità è questo suono del napoletano che è simile al suono "gl" italiano, per esempio della parola maglione, però un tantino diverso.

Questa "gl".

Tipo ad esempio la parola giorno diventa [...].

[Manu]: ok, quindi giorno [...], ok.

[Alessia]: ok.

Ci chiedono la parola sedia.

[Manu]: sedia [Alessia]: sedia diventa [...].

[Manu]: [...], ok, quindi con la "g".

[Alessia]: sì, con la "g", esatto.

[Manu]: ok.

Beh per esempio in italiano esiste la parola seggiolino che è la sedia piccola per i bambini.

[Alessia]: esatto, sì.

Quindi probabilmente c'è... [Manu]: c'è sempre un po' una relazione.

Cucchiaio in dialetto.

[Alessia]: cucchiaio è [...].

[Manu]: è uguale.

[Alessia]: quindi anche in questo caso si leva la... l'ultima vocale.

E per indicare invece il mestolo diventa [...], che è simile però è un'altra parola, no?

È il mestolo, non è il cucchiaio.

[Manu]: il maestro.

[Alessia]: esatto.

[Manu]: interessante perché nell'altro episodio anche Giada in siciliano ci ha detto come si dice mestolo in siciliano che non mi ricordo.

[Alessia]: sì, se non sbaglio era sim... perché in napoletano abbiamo un'altra parola sempre per indicare il mestolo ed era simile al siciliano se non ricordo male ed è [...].

[Manu]: [...], qualcuno mi ha scritto [...], esatto.

[Alessia]: esatto.

E in napoletano è [...] quindi...

[Manu]: ok, camicia.

Questa secondo me è uguale, camicia.

[Alessia]: [...].

[Manu]: [...], con la "s".

[Alessia]: essì, ci piace la "s" quindi la mettiamo un po' ovunque.

[...].

[Manu]: ok.

E ho visto nella chat bambino.

[Alessia]: bambino cambia.

Bambino diventa [...].

[Manu]: [...].

[Alessia]: sì, cambia.

[Manu]: quindi creatura.

[Alessia]: esatto, creatura.

[...] se è maschio, [...] se è femmina.

[Manu]: che bello, ok.

Bene, bene, bene, bene.

Ok torniamo invece a parlare del... dell'italiano regionale parlato a Napoli.

Quindi abbiamo detto... probabilmente usate il verbo tenere e stare nel vostro italiano invece del verbo avere e essere.

[Alessia]: sì.

[Manu]: forse la cosa principale che uno studente, uno straniero nota subito e magari resta un po' confuso.

[Alessia]: confonde, sì.

Sì è vero.

[Manu]: ci sono altre cose che non abbiamo detto del... dell'italiano regionale, di Napoli?

[Alessia]: non credo.

Credo che abbiamo detto un po' tutto anche perché qui a Napoli o si parla... c'è una netta differenza, o si parla proprio italiano italiano o si parla in dialetto.

Il dialetto è veramente molto, molto diffuso.

Quindi c'è una netta separazione.

[Manu]: secondo te.

Parliamo di questa cosa perché... tu dici il dialetto è molto diffuso, quindi secondo te se tu esci vai a Napoli e vai in giro per le strade, non nei negozi.

Quindi in giro per le strade.

[Alessia]: ok.

[Manu]: e ascolti le conversazioni nel bar, nella pizzeria... della gente che non sta parlando con te che cosa si ascolta di più?

napoletano o italiano?

se non c'è la... l'interazione.

[Alessia]: io direi indubbiamente napoletano.

Napoletano è molto, molto... una lingua molto diffusa.

Ma non so se lo sai, se lo hai sentito è anche una lingua tutelata dall'Unesco perché è in via d'estinzione, il napoletano originale.

[Manu]: come in via di estinzione?

[Alessia]: sì, sì perché il napoletano originale è in via d'estinzione e l'Unesco da pochi anni l'ha incluso tra le lingue tutelate in effetti.

È una lingua a tutti gli effetti.

[Manu]: è una lingua a tutti gli effetti.

[Alessia]: però... però qui si sente tantissimo.

Se vai a Napoli senti per strada il dialetto.

[Manu]: senti il dialetto.

Quindi ragazzi, studenti se voi andate a Napoli e ascoltate le conversazioni non pensate "o mamma non so l'italiano".

No, perché loro non stanno parlando italiano, stanno parlando un'altra lingua e quindi è normale che tu non capisca il napoletano.

Anche io non capisco il napoletano.

Ma la cosa importante è che quasi sempre.

Se io comincio a parlare con qualcuno in italiano loro mi rispondono in che lingua?

[Alessia]: in italiano, sì, certo.

[Manu]: in italiano.

[Alessia]: italiano, certo.

[Manu]: quindi questa è la cosa importante.

Se voi parlate italiano con loro, loro rispondono in italiano.

Ma probabilmente hanno la pronuncia un po' diversa, con le vocali chiuse.

Come abbiamo detto prima la "o" chiusa.

[Alessia]: esatto, la "o".

[Manu]: magari usano tenere, magari usano stare.

Magari usano un verbo intransitivo come transitivo.

Queste sono le cose principali.

Ma la cosa importante è che in ita... a Napoli possono parlare italiano gli studenti, sì?

[Alessia]: sì, sì assolutamente.

Anzi se sentiamo comunque una persona che parla un'altra lingua cerchiamo sempre di venire incontro e poi parliamo italiano, sì, assolutamente.

[Manu]: sì.

E questo succede praticamente in tutte le città, in tutti i posti d'Italia.

Quindi state tranquilli.

Noi parliamo... qui abbiamo una serie dedicata all'italiano regionale e ai dialetti ma la cosa importante è che tutti in Italia parliamo italiano.

Le poche persone che non parlano italiano sono le persone molto, molto anziane, molto vecchie.

Che forse in alcuni casi parlano sono il dialetto.

[Alessia]: sì, sì, è probabile.

Ci sono persone anziane che parlano solo dialetto.

[Manu]: solo dialetto, sì.

Ho letto una domanda: "c'è influenza greca nel napoletano?".

[Alessia]: che io sappia no.

C'è parecchia influenza spagnola, greca... [Manu]: spagnola?

[Alessia]: sì, spagnola sì tanta, tantissima.

Anche un po' francese.

Ci sono alcune parole molto simili anche al francese.

[Manu]: al francese?

[Alessia]: però greco non lo so, non mi risulta.

Non lo so.

[Manu]: no, anche secondo me.

A parte il greco che c'è nell'italiano ovviamente.

[Alessia]: chiaro, chiaro.

[Manu]: però sì, l'influenza sul napoletano è soprattutto spagnola, iberica.

[Alessia]: sì, sì è vero.

[Manu]: ma hai parlato di parole semi[Manu]:  francesi tipo?

Ne sai qualcuna?

Ti viene in mente qualche parola francofona?

[Alessia]: forse è l'esempio che abbiamo fatto la volta scorsa con Giada, se non sbaglio, della scatola.

[Manu]: la scatola.

Ah, dai.

[Alessia]: sì.

Che in napoletano si dice [...].

[Manu]: [...].

[Alessia]: sì, mi sembra che è simile al siciliano e simile al francese se non sbaglio.

[Manu]: sì, esatto.

È simile al siciliano e al francese.

Questi misteri della lingua.

[Alessia]: sì.

[Manu]: ok ragazzi abbiamo parlato molto e abbiamo avuto tanti problemi tecnici ma alla fine ce l'abbiamo fatta e abbiamo parlato per questa mezz'oretta in italiano lento, non sempre lento ma sicuramente più facile da seguire.

Se voi avete altre domande per Alessia fatele ora o mai più perché ora stiamo per chiudere.

Vediamo se ci sono altre parole... apriscatole l'abbiamo detto... ah no, apriscatole è diverso dal cavatappi.

[Alessia]: apriscatole sì è diverso ma... sai che non lo so se... come si dice.

[Manu]: non lo sai?

[Alessia]: no, non lo so.

[Manu]: ho letto una una bellissima domanda da Karine.

L'intonazione.

In effetti... allora tu hai detto che non parli napoletano, però un po', un po' lo sai, no?

[Alessia]: sì.

[Manu]: quindi se tu mi dovesse dire in dialetto o comunque pseudo[Manu]: dialetto.

Io ti invito a cena.

Alessia, vieni a cena domani?

E tu mi vuoi dire "ah no Manu, guarda non posso, sono impegnata..." una cosa del genere.

Cosa diresti in napoletano e dillo normale, quindi alla velocità normale, con la... con la melodia normale se ci riesci.

[Alessia]: in dialetto napoletano?

[Manu]: in dialetto puro, in dialetto.

[Alessia]: no Manu grazie, [...].

[Manu]: ok.

[Alessia]: per dire... per dire ho da fare domani sera ho anche detto in italiano, ma sempre napoletano tengo da fare domani sera, cioè sono occupata.

[Manu]: sì.

Quindi io... io noto un po'... una melodia diversa.

Nel senso è un po' più... così forse?

Tengo da fame.

È un po' più così dell'italiano... [Alessia]: tengo da fa... sì, ed è anche come se fosse tutto accentato verso la fine della frase.

È tutto quasi un po' accen... tengo da fa.

Tutto un po' così.

[Manu]: è tutto con l'accento alla fine, l'intonazione verso la fine.

[Alessia]: esatto intonazione tutta verso la fine, quasi tutto accentato.

[Manu]: quasi... quasi tutte domande.

[Alessia]: sì esatto.

[Manu]: ok, allora io ringrazio Alessia.

[Alessia]: grazie a te.

[Manu]: se vuoi ringraziare tutti tu, fai tu.

[Alessia]: grazie mille a tutti e niente grazie ancora.

Buona sera a tutti.

[Manu]: grazie, grazie.

E noi abbiamo finito.

Io sono più stressato del solito perché quando la tecnologia non funziona mi stresso.

Comunque io spero di avervi aiutato a... uno, a fare pratica di italiano in un modo interessante e non la solita lezione di italiano.

Questo è veramente tutto.

Noi... io ti consiglio di guardare... dove?

Qui.

Tutti i video di questa serie di Caffè Italiano con Manu perché sono veramente utili.

Per oggi è tutto, ci vediamo la settimana prossima.

Text coming soon...

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