Regional Italian & Dialects: TRIESTINO; Italian Listening & Comprehension Excercise [Video in slow Italian]

By Manu Venditti | All Levels

Italian listening & comprehensioN

Episode 22- Regional Italian & Dialects: Triestino

Studi l'italiano da un po' e hai difficoltà a trovare materiali di ascolto e comprensione interessanti ma al tuo livello? Per questo ci siamo noi di caffè italiano con Manu.

Sono Manu, sono il tuo insegnante di italiano qui su youtube.

Felicissimo di rivederti oggi con un'altra... non è una lezione, un altro episodio interessante dove parliamo di dialetti italiani e italiano regionale.

In particolare parliamo del dialetto dell'italiano che si parla a Trieste, nel nord est italiano, la città vicino Venezia.

Questo è il terzo... scusate.

Questo è il terzo episodio in cui parliamo di questa cosa e trovi i primi due qui nelle info cards.

Come state? io... come non mi sentite? mi sentite? io spero di sì perché a me sembra tutto ok.

Tutto ok, ok.

Non mi distraete ragazzi, mi distraete.

Io sono qui concentratissimo.

Tutto a posto, ok.

Ricordatevi che queste lezioni sono sottotitolate quando tornate dopo qualche giorno, di solito una settimana.

Oggi abbiamo un'ospite speciale ma veramente speciale.

Io prima vorrei controllare chi c'è in chat o chi siete... zero? no, non ci credo che siamo... siamo zero studenti, assolutamente no.

C'è un problema, saluti a tutti.

Pronti per questa conversazione? vi presento una persona che già conoscete che è una rappresentante importantissima del team di Italy Made Easy esattamente come lo è Giada che avete conosciuto nell'episodio sul siciliano e come lo è Alessia che avete conosciuto parlando del napoletano.

Oggi parliamo del triestino con Cristiana di Italy Made Easy e cominciamo sempre... prima parliamo un po' del dialetto, vediamo se è difficile o se è facile e poi parliamo invece dell'italiano che parlano lì a Trieste che è leggermente diverso dall'italiano standard perché è così che funziona in Italia.

Ogni città ha un po' il suo italiano o quasi ogni paese.

Siamo pronti per avere l'ospite? io mi prendo le cuffie perché così sento cosa mi dice Cristiana e vediamo se c'è Cristiana... eccoti!

[Cristiana]: ciao Manu, buonasera e buonasera a tutti.

[Manu]: ma buonasera a te, buonasera te.

Come stai? [Cristiana]: io sto bene, grazie.

Sto pensando a come stupirti con qualche frase che tu potresti non capire anche se un po' ammettilo, il mio dialetto tu lo conosci.

[Manu]: esatto io il dialetto triestino in effetti lo conosco perché ho vissuto a Trieste per... boh, 4/5 anni durante l'università.

Ho fatto l'università a Trieste e quindi diciamo che un vantaggio ce l'ho sugli studenti che probabilmente... ok, mi dicono che il tuo volume è troppo alto.

Scusatemi.

Controlliamo il volume di Cristiana... perché in effetti è colpa mia.

Eccoci qua.

Dovrebbe essere tutto a posto.

Prova a parlare.

[Cristiana]: nel caso abbasso io la voce e facciamo prima.

No, no, era un problema mio.

Allora parliamo del dialetto triestino.

Cominciamo sempre con il dialetto perché è la parte divertente perché abbiamo lingue diverse in un certo senso.

Se tu parli esclusivamente il tuo dialetto io come persona di provincia di Roma potrei non capire tutto, perché i dialetti sono complicati.

Facciamo così, cominciamo con... mettermi alla prova.

Metti me e gli studenti alla prova.

Dimmi... dicci qualcosa, una frase, qualcosa che è 100% in dialetto e vediamo se... se capiamo.

[Cristiana]: ok allora ti dico questo: oggi [...].

[Manu]: ok, ho capito oggi.

Ripeti per favore.

[Cristiana]: allora la velocità quella originale, quella...

[Manu]: ok dillo a velocità originale.

[Cristiana]: oggi [...].

[Manu]: ok ragazzi della chat, avete capito qualcosa? Nei commenti.

Ma che ha detto sta Cristiana? Oggi sei andata da qualche parte.

[Cristiana]: esatto.

Non proprio, sono andata.

[Manu]: giù.

[Cristiana]: percorrendo un certo tipo di strada.

Un "troso" è una via stretta.

[Manu]: ma esattamente come in spagnolo.

[Cristiana]: esatto.

Io non so poi se [...] cioè pieno di sassi, pietre per terra.

Quindi un [...] è una strada dissestata diciamo in italiano.

[Manu]: [...].

[Cristiana]: [...].

[Manu]: parola stranissima.

[Cristiana]: che poi è anche un modo per definire una persona dai comportamenti non proprio raffinati.

Se una persona non è... [Manu]: una persona un po' grezza.

[Cristiana]: esatto, [...].

[Manu]: ok, quindi in italiano come diresti se c'è una traduzione?

[Cristiana]: sì, ho percorso una strada stretta dissestata.

[Manu]: dissestata, esatto.

Una strada dissestata.

Ok, questa... ok hai vinto tu.

Uno a zero per Cristiana.

Noi... noi del pubblico... eh, insomma.

C'è un altro esempio di dialetto? Qualcosa di...

[Cristiana]: sì una cosa particolare che stupisce molti... ecco, molti ti fanno i complimenti per come ti vesti, per quanto sei carino.

[Manu]:ma chi?

[Cristiana]: ecco io direi... tutti i tuoi studenti, lo sai che sai che sei ammirato.

[Manu]:sì, sì, vabbè.

[Cristiana]: allora io ti dirò [...].

[Manu]: io questa la capisco.

Ripetila per il pubblico.

[Cristiana]: [...].

[Manu]: ok vediamo se nella chat qualcuno ha capito.

Vediamo se riesco a far apparire la chat.

Ok la chat quindi è lì.

Datemi qualche risposta nella chat e la condivido qui sullo schermo.

Ripeti ancora in dialetto.

[Cristiana]: [...].

[Manu]: ovviamente si capisce la parola mulo, ma il mulo è un animale.

Quindi mi stai dicendo che sono un animale? No.

[Cristiana]: non ti sto dicendo che sei un asino.

[Manu]: esatto.

Vedo Walter dice: "sei proprio... sei proprio un bel...".

Esatto.

Qual'è il problema? Dicono ragazzo.

Sei proprio un bel asino... spero di no, non asino.

Esatto.

Ragazzi mulo significa asino, quindi mulo è un animale come l'asino.

Però non vuol dire questo in dialetto.

[Cristiana]: assolutamente no.

In dialetto triestino mulo ha due significati: può significare asino come in italiano ma se viene detto a un ragazzo è appunto per dire "ragazzo, sei un bel ragazzo" e ha anche la versione femminile perché noi diciamo mulo per ragazzo, mula per ragazza.

[Manu]: ok.

Quindi mulo, dice Giada della chat, mulo in triestino significa ragazzo.

Può significare, perché significa anche mulo l'animale.

[Cristiana]: naturalmente.

Però se qualcuno viene a Trieste e si sente dire "sei un bel... [...]", sei un bel mulo non lo stanno offendendo.

[Manu]: è un complimento.

[Cristiana]: esatto.

[Manu]:ok, ok.

Facciamo l'ultimo test del dialetto e poi passiamo invece l'italiano parlato a Trieste e le cose che distinguono un po' il tuo italiano, rispetto al mio, rispetto a quello di Giada o Alessia, di altri italiani.

Quindi un altro esempio di dialetto.

[Cristiana]: ultimo.

[Manu]: ultimo.

[Cristiana]: [...].

[Manu]: eh?

[Cristiana]: [...].

[Manu]: "son cista e faccio puf"?

[Cristiana]: esatto.

[Manu]: questa... allora, pensando allo spagnolo eccetera forse "cista" vuol dire divertente, simpatica... no?

[Cristiana]: no, significa senza soldi.

[Manu]: e quindi in inglese è tipo "broke", al verde.

[Cristiana]: esatto.

[Manu]: quindi son cista... [Cristiana]: [...].

[Manu]: faccio puf? Che vuol dire che faccio puf?

[Cristiana]: vuol dire che faccio un debito.

[Manu]: ah, un debito.

Interessante.

[Cristiana]: quindi un prestito per esempio.

Quando qualcuno deve prendere dei soldi in prestito dalla banca o da un istituto di credito a Trieste questa attività si... si dice così, fare puf.

[Manu]: ma lo sai... nel mio dialetto che come sai non conosco granché però ho sentito, fare buffi significa avere debiti.

Quindi buffi e puf è uguale.

[Cristiana]: esatto penso che l'idea sia il fatto di creare la bolla di nulla, no? La bolla di aria quindi buf o puf.

Questi suoni che danno la sensazione del niente.

[Manu]: interessantissimo e figo.

Ma adesso parliamo invece del... dell'italiano che si parla Trieste perché molti studenti passeranno a visitare Trieste perché è una città bellissima.

Bellissima, città veramente, veramente bella.

È quasi... quando dico città è tipo firenze, è un paese piccolo.

Cioè è una città piccola.

Quindi Trieste è un mix fra un paese e una città e questo la rende interessante.

Poi architettonicamente molto, molto bella.

È sull'acqua, ha i suoi moli, le sue piazze bellissime... ha il castello di Miramare che voi avete visto nell'immagine di questo special, quello è il castello di Miramare.

Quindi Trieste è bellissima.

Quindi... ed è vicino Venezia.

Quindi probabile che molti studenti un giorno vadano a Trieste per fare un giro.

Quindi che difficoltà potrebbero avere a capire voi quando parlate italiano?

Allora, vale per tutti il discorso che tu hai già fatto per il napoletano o il siciliano.

A Trieste tutti sanno parlare l'italiano ad esclusione di poche persone anziane.

Pertanto nessuno si deve spaventare anche se una brutta, se vogliamo, abitudine a Trieste è che spesso quando entri nei negozi i commessi ti si rivolgono prima in dialetto e subito dopo quando capiscono che tu non riesci a capire una parola parlano in italiano.

[Manu]: è vero guarda, io mi ricordo per i cinque anni che ho vissuto a Trieste, confermo.

Era un po' di tempo fa ma quasi sempre entri in un negozio, in un bar... il primo approccio è in dialetto, poi quando tu rispondi in italiano allora passano all'italiano.

Però il primo impatto è sempre, quasi sempre in dialetto.

Quindi ragazzi, studenti preparatevi a questo shock.

Che all'inizio è dialetto, non è italiano e quindi se voi non capite è ok.

È normale.

Ok quindi... [Cristiana]: esatto.

[Manu]: seconda cosa.

[Cristiana]: bene... la prima cosa che secondo me colpisce del... di un triestino che parla italiano è che facciamo una cosa opposta ai dialetti meridionali.

Noi non pronunciamo bene le doppie consonanti.

[Manu]: ok, quindi il contrario per esempio del romano, siciliano... quindi... [Cristiana]: esatto.

[Manu]: quando ci sono doppie non le fate molto forte.

[Cristiana]: no.

[Manu]: questo perché nel dialetto non le avete.

[Cristiana]: esatto, nel dialetto praticamente scompaiono tutte.

E naturalmente quando parliamo italiano può essere che riduciamo il suono della doppia anche se non stiamo parlando in dialetto.

[Manu]: perché c'è un'abitudine.

Per esempio come... come si dice dialetto in dialetto triestino?

[Cristiana]: no, dialetto... [...].

[Manu]: però con una "t", vedi?

[Cristiana]: esatto.

Dialeto.

[Manu]: dialeto.

Dialeto e non dialetto.

Quindi ok.

[Cristiana]: diciamo che una caratteristica del... del triestino è proprio quella di tagliare le... le parole togliendo lettere.

[Manu]: ok.

[Cristiana]: e questo sfugge a volte anche nell'italiano.

Per esempio tutti i verbi perdono la "e" finale quindi a volte magari a qualcuno sfugge questo vezzo anche quando parla italiano.

[Manu]: ci fai un esempio se ti viene?

[Cristiana]: certo... se uno ti dice di guidare con prudenza.

[Manu]: quindi guidare con prudenza.

[Cristiana]: ti dice "bisogna andare piano" in italiano.

Molto spesso a Trieste te la tagliano dicendo "meglio andar piano".

[Manu]: ok, quindi invece di andare piano, andar piano.

Quindi un troncamento di quasi tutti i verbi.

[Cristiana]: esatto, esatto.

Oppure sfuggono a volte delle parole che in realtà non esistono in italiano ma che noi abbiamo spesso ereditato da altre lingue, perché il nostro dialetto possiede tracce delle lingue di tutto il mondo.

L'inglese, lo spagnolo, il francese, addirittura il persiano.

[Manu]: sentiamo, facci qualche esempio di parole... però sono dialettali, non è nel vostro italiano.

Le usate nel dialetto o anche in italiano?

[Cristiana]: diciamo che sono... alcune sono parole esclusivamente dialettali ma altre per esempio entrano nella toponomastica, come a Firenze dove invece delle vie anno le calli.

[Manu]: sì.

Quindi, sì, se voi non lo sapete in italiano una strada si chiama via, quindi via Verdi, via Manzoni.

Mentre a firenze usano calle che è molto simile allo spagnolo.

Abbiamo detto firenze?

[Cristiana]: anche Venezia.

[Manu]: esatto, anche a Venezia vero? anche a Venezia, sì.

Quindi tu stai dicendo che...

[Cristiana]: noi abbiamo una parola...

[Manu]: a Trieste potete usare parole strane.

[Cristiana]: esatto, per esempio se tu trovi un indirizzo dove questo posto sta in una strada senza uscita, di solito quella è una "androna".

[Manu]: androna.

[Cristiana]: esatto, trovi degli indirizzi dove invece di essere scritto via Carducci trovi Androna Almerico d'Este.

[Manu]: ma... e androna da dove viene?

[Cristiana]: androna viene dal greco.

[Manu]: dal greco, ok.

[Cristiana]: oppure... ecco, per esempio quando noi vogliamo parlare delle maglie invernali senza maniche la scriviamo in italiano però usiamo una parola che viene dal francese perché noi parliamo di gillet.

[Manu]: ma... anche in italiano io parlo di gillet credo o no?

[Cristiana]: sì ma lo scrivi alla francese.

[Manu]: ah, ok.

Ho capito, sì.

[Cristiana]: invece noi questa parola... oppure, ecco gli stivali di gomma per la pioggia...

[Manu]: gli stivali, quindi le scarpe alte, gli stivali.

[Cristiana]: esatto, quelli che non fanno passare l'acqua.

Qui a Trieste li chiamiamo "trombini".

[Manu]: trombini.

[Cristiana]: e spesso e volentieri pretendiamo di chiamarli così anche nel resto d'Italia e non ci capisce mai nessuno.

[Manu]: non capirei ma se tu dici trombini.

Prendi i trombini.

Non saprei che cosa vuol dire.

Ok.

[Cristiana]: però l'ho sentito anche in altre parti d'Italia, quindi non so da dove arriva.

Però noi di solito è l'unica... è una di quelle parole che non siamo capaci di dire in italiano e di tradurre in italiano.

[Manu]: quindi per voi trombini esiste, è una parola italiana secondo voi praticamente.

[Cristiana]: esatto.

Esatto, esatto.

Oppure ecco anche il soffitto noi lo chiamiamo plafon.

[Manu]: quindi il soffitto sopra... qui sopra la camera plafon.

Quindi in francese e non Italia... e non italiano.

[Cristiana]: esatto.

[Manu]: ok.

Quindi sì.

Questo... e questo sono parole che voi usate diciamo quando parlate italiano con noi.

Per esempio Cristiana, ieri sera o poche... qualche ora fa noi abbiamo parlato e tu mi hai detto quando sei in macchina, in strada e fai una... quella che in inglese si chiama u turn, quando prendi la macchina e giri e torni indietro, come l'hai chiamata tu?

[Cristiana]: conversione.

[Manu]: una conversione a u.

Ma io la chiamo una inversione a u.

Queste sono cose simpatiche no? Conversione... per me conversione è una conversione religiosa.

Quando ti converti a una religione.

[Cristiana]: esattamente.

Ma ha un senso, perché per noi significa che andavi in una direzione e la cambi.

Esatto.

[Manu]: ma la cosa bella è che ragazzi molto spesso quando noi che parliamo italiano tranquillamente, ovviamente siamo andati all'università, siamo gente che parlano l'italiano bene.

Però capita ogni tanto che ci dimentichiamo che una parola è usata soltanto nella nostra regione e non in Italia e ogni tanto capita.

Anche a me, io spesso dico: "o dio ma è solo romano o e italiano questo?" perché non mi ricordo ed è nell'italiano parlato a Roma, non nel dialetto.

Scusate oggi un po' di tosse.

C'è un'altra cosa particolare che mi piace molto quando tu parli con noi del team di Italy Made Easy o i triestini in generale.

Come pronunci... se magari Giada può scrivere questa parola in... nel file come pronunci... prima di pronunciarla aspetta che la scriviamo Cristiana.

Come pronuncia la parola che io chiamo, che io dico pensione.

Pensione è quel beneficio che ricevi quando sei anziano e hai finito di lavorare e ricevi la pensione.

Vediamo se Giada ha avuto tempo di scriverla.

Ecco, allora come la pronunci tu? Quindi prima lo dico io.

Penzione.

[Cristiana]: penzione, con la "z".

Ok.

[Cristiana]: è una cosa strana perché una caratteristica dei triestini è quella di avere sempre o quasi sempre la "s" sibilante che è quella "s" con cui tu dici pensione.

[Manu]: pensione.

[Cristiana]: pensione, non riesco a dirlo.

[Manu]: proprio non ti piace.

[Cristiana]: no.

[Manu]: quindi ma... tutte le parole così, quindi anche per esempio io ti sento che dici comprenzione, comprenzione con la "z".

[Cristiana]: esatto o anche accenzione, conclusione.

[Manu]: conclusione è giusto.

[Cristiana]: noi abbiamo la "s"... sì ma per noi è sempre uguale.

[Manu]: è sempre uguale, esatto.

[Cristiana]: nel senso che quando voi usate spesso questa "z" noi usiamo la "s" sibilante e quando voi usate la "s" sibilante noi usiamo la "z".

[Manu]: mi piace che dici quando voi, anche tu sei italiana.

[Cristiana]: voi, il resto del mondo.

[Manu]: sì, sì, sì.

Allora c'è un'altra cosa, l'ultima cosa diciamo della vostra pronuncia.

Io ricordo che le vostre vocali sono generalmente belle aperte.

[Cristiana]: spalancate.

[Manu]: spalancate, sempre aperte.

[Cristiana]: esatto, noi abbiamo sempre... è forse uno dei caratteri distintivi di anche chi per lavoro o per qualsiasi motivo va via da Trieste e va a vivere altrove, il suo accento spesso rimane riconoscibile proprio a causa delle vocali perché noi non abbiamo una melodia, una cantilena dialettale poi così forte ma le vocali invece si sentono.

[Manu]: ieri mi hai fatto un bel esempio della differenza fra il nord est e il nord ovest italiano in relazione alle vocali quindi... io non sono bravo a fare gli accenti ma tu l'hai fatto bene quindi... sentiamo la differenza fra una parola pronunciata nel nord est, quindi che ne so Venezia, Trieste, da quelle parti e il nord ovest quindi Torino e quelle parti.

[Cristiana]: allora già come dici la parola... il nome della città, Torino.

[Manu]: Torino.

[Cristiana]: perché? Perché questa differenza si sente soprattutto sulla "o" e sulla "u".

Mentre nel nord est tendono ad essere molto aperte, quindi anche la "o" noi diciamo Torino ed è una "o" che porta anche un po' di "a" al suo interno.

[Manu]: Torino.

[Cristiana]: Torino, esatto.

Invece al nord ovest chiudono moltissimo le vocali, esattamente il contrario e quindi loro dicono Torino.

Loro hanno una "u"...

[Manu]: francese.

[Cristiana]: molto esatto, sono più vicini al francese come modo di pronunciare le vocali e in particolare la "o" e la "u".

[Manu]: bene, bene, bene.

Allora adesso io vorrei chiedere agli studenti nella chat se così, per curiosità, vogliono sapere come si dice nel dialetto triestino qualche parola.

Tenete conto che il dialetto triestino non è particolarmente difficile.

Nel senso non hanno parole tanto difficili quindi molto probabile che l'unica differenza sia la pronuncia o un troncamento della vocale.

Quindi proviamo, vediamo se c'è qualche parola e Giada la può scrivere... nel frattempo Cristiana tutti commentano quanto è bella la tua collana che non vedo perché piccola.

Però vogliono saper... bella la tua collana.

[Cristiana]: grazie.

[Manu]: e allora, vediamo se c'è qualche parola... io vedo... io vedo per esempio cucchiaio.

[Cristiana]: [...].

[Manu]: [...], ok.

[Cristiana]: è una di quelle parole che vengono dallo spagnolo.

[Manu]: esatto, sì.

[Cristiana]: perché anche la cucchiaiata per noi è una [...].

[Manu]: [...], proprio con la "d", [...].

Quindi... diciamo che se sapete lo spagnolo il triestino ma anche il veneziano in effetti è po' più facile.

[Cristiana]: sì, per esempio anche la tazza da noi è [...].

[Manu]: sì, io mi ricordo... allora Cristiana voleva mettermi in difficoltà un po' di tempo fa e mi ha detto c'è questa parola che tu non conosci.

[...] e io ho pensato in Brasile si dice xícara.

Quindi secondo me è tazza e avevo indovinato.

Quindi il tuo [...] che non esiste in italiano perché è una tazza, una tazzina... però conoscendo il portoghese, il brasiliano pote... si può capire.

Io in spagnolo non credo esista la parola tipo [...].

Non sono sicuro.

In spagnolo non lo so.

So che esiste in brasile, non in Portogallo ma in spagnolo non lo so.

Mi viene in mente tipo... però... o taza, dipende.

Comunque abbiamo un'altra parola per... per Cristiana visto che ce l'abbiamo qui? Ragazzi, nel frattempo mentre prepariamo la prossima parola io vorrei ricordarvi un po' di cose.

Ho un grande annuncio.

Quindi questo è il terzo episodio special dove abbiamo parlato di dialetti italiani e italiano regionale, abbiamo avuto tre ospiti Giada dalla Sicilia, Catania, Alessia della Campania, Napoli e adesso abbiamo Cristiana da Trieste.

Io ho un annuncio importante.

La prossima settimana abbiamo uno special, una mini maratona dove parliamo... diciamo... ok.

L'argomento è ancora l'italiano regionale, parliamo delle differenze ma tutti insieme.

In pratica è una festa.

Preparatevi a una grande festa.

Come si dice per esempio a Roma? Una gran caciara.

Caciara vuol dire proprio un casino, un rumore... una grande festa perché abbiamo... avremo qui nel video se ci riusciamo io di Roma, Alessia, Cristiana e Giada tutti insieme in una festa al live.

Cominceremo un'ora prima.

Quindi ricordatevi un'ora prima rispetto all'orario solito.

Perché parle... andremo avanti finché vogliamo.

Passiamo... passeremo un'ora o di più insieme a parlare e a divertirci.

Potrete portarci le vostre domande, possiamo divertirci insieme.

L'altra cosa che vorrei annunciare è che il prossimo sarà anche l'ultimo episodio di questa prima stagione di caffè italiano con Manu.

Non vi preoccupate torniamo ma Manu ha bisogno di prendersi un paio di mesi di riposo per lavorare a altri progetti e fare video specifici per youtube e... ho bisogno di un po' di tempo di riposo.

Quindi settimana prossima un'ora prima lo speciale con tutto il team italiano... non tutto ma... metà del team italiano di Italy Made Easy e... ed è l'ultimo episodio per ora.

Torniamo a Cristiana.

Come dici quella parola sullo schermo in dialetto?

[Cristiana]: maieta.

[Manu]: ok, non è tanto difficile, maglieta.

[Cristiana]: no, non maglieta, maieta, senza la "gl".

[Manu]: maieta.

[Cristiana]: maieta.

[Manu]: ok.

[Cristiana]: leggere è facile, basta togliere la "e", leger.

[Manu]: però con una "g", leger.

[Cristiana]: sempre con una sola, quasi nessuna parola da noi mantiene il suono doppio.

[Manu]:come si dice leggero?

[Cristiana]: leger.

Legero, legero.

[Manu]: quindi come vedete il diretto triestino non è difficilissimissimo, però secondo me il vero problema non è con i verbi o queste cose ma è con gli oggetti.

[Cristiana]: però mescolare è diverso.

[Manu]: ok, mescolare così.

[Cristiana]: [...].

[Manu]: [...], quindi come in portoghese mistuar.

[Cristiana]: esatto.

[Manu]: ok, interessante.

[Cristiana]: e vi siete mai chiesti non tanto tu di Roma ma forse Alessia e Giada come noi in triestino chiamiamo i meridionali, gli abitanti del sud Italia?

[Manu]: non è terroni, non è terroni no.

[Cristiana]: no, no, no.

È una parola assolutamente non offensiva ed è... e viene dall'arabo.

[Manu]: giusto perché siamo a sud.

Quindi ok, come ci chiamate dai dimmi.

Io non me lo ricordo, lo so?

[Cristiana]: [...].

[Manu]: [...].

No dai [...].

[Cristiana]: sì perché viene se non sbaglio dall'arabo [...].

[Manu]: ma non vuol dire amare no?

[Cristiana]: a me hanno detto che [...] significa meridionale, quello che noi definiamo come proveniente dal sud.

[Manu]: dal sud, ok.

C'è qualcuno che parla arabo nel... nella chat? Quindi dice Saddam: "sì, vuol dire amore".

Quindi perché voi ci amate, voi ci amate noi del sud.

[Cristiana]: tanto, infinitamente.

[Manu]: [...] vuol dire amare in arabo.

Ok.

[Cristiana]: forse proprio per il calore del meridione che noi usiamo quella parola, ma temo che bisognerebbe tornare indietro di cinque secoli per trovare la radice.

[Manu]: sicuramente.

Ascolta, nel prossimo video quando saremo tutti a 4 ci divertiremo tanto e confronteremo il nostro italiano perché potremmo dire... ok, come dici... come dite voi questa cosa? E abbiamo quattro versioni di tutta Italia praticamente, la settimana prossima e non vedo l'ora di farlo.

Io spero di vedervi qui tutti.

Venite tutti e adesso... ok, il mio count, il numero non è giusto perché non abbiamo 0 studenti, abbiamo... abbiamo un buon pubblico oggi.

Comunque Cristiana io ti ringrazio tanto e...

[Cristiana]: grazie a te.

[Manu]: noi ci vediamo la settimana prossima qui, su questo schermo vero? Se vuoi salutare gli studenti, vuoi dire qualcosa fai pure.

[Cristiana]: assolutamente.

Saluto le mie due colleghe che sono sempre lì pronte a darci sostegno, Alessia e Giada.

E saluto ovviamente tutti gli studenti di Italy Made Easy.

[Manu]: grazie, grazie a te.

Allora io ti saluto.

Ti... ti tolgo dallo schermo se ci riesco.

Ciao.

E anche questa è fatta.

Quindi anche oggi abbiamo parlato in italiano quasi 100% perché ci sono i dialetti e c'era un po' di parole straniere.

Ricordatevi, questo tipo di esercizio, questo tipo di esercizi è utile anche se non capisci.

Probabilmente adesso io ti sto parlando e tu non capisci tutto.

Continua a guardare, usa i sottotitoli e continua a guardare.

La cosa importante non è mai capire tutto ma è capire a grandi linee, capire più o meno quello che succede e in più ti abitui ad ascoltare l'italiano a un livello intermedio, parlato un po' più lentamente così quando poi arrivi a parlare... ad ascoltare l'italiano del film capisci anche quello.

Io veramente vi saluto, vi ricordo quindi di vederci la settimana prossima un'ora prima per uno special di una o due ore, non lo so con tutto il team di Italy Made Easy dove parliamo ancora di dialetti e cose regionali.

Ma soprattutto ci divertiamo, vi offriamo Italia... intrattenimento in italiano lento che è la cosa che mi piace fare, offrirvi questo tipo di materiali.

Grazie a tutti, vi do un bacione, ci vediamo la settimana prossima e ci vediamo anche su italymadeeasy.com e Italy Made Easy Academy.

Text coming soon...

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