Le Feste di Marzo [Italian Listening Exercise]

By Manu Venditti | Advanced

Podcast #15: Le Feste di Marzo

Ciao e bentornati al Podcast di Italy Made Easy! Io sono Manu Venditti e, come sempre, sono qui per parlarti di cultura italiana… in italiano! Come sai, lo scopo principale di tutto quello che facciamo su Italy Made Easy è di aiutarti a capire sempre di più l’italiano parlato e materiali come questo, parlati ad una velocità ridotta e in modo chiaro, ti permettono di sviluppare le capacità necessarie per poi capire l’italiano parlato!

Oggi parliamo di due feste che cadono nel mese di marzo. La Festa della Donna e la Festa del Papà. Cosa sai tu di queste feste? Secondo te, saranno celebrate in modo diverso in Italia, rispetto al tuo Paese?

Scopriamolo ora, con l’episodio 15 di Italy Made Easy Podcast!

(continua a leggere per trovare tutta la trascrizione di questo episodio)

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Il mese di marzo è un mese speciale in Italia. Come nel resto del mondo, infatti, l’8 marzo si celebrano le donne... ma in Italia anche il 19 è una giornata importante perché si festeggiano i papà. Voglio parlare di queste due feste perché, sommersi come siamo da ricorrenze di ogni genere, talvolta dimentichiamo il loro vero significato!

In Italia, come in ogni parte del mondo capitalistico, alcune date che dovrebbero ricordare eventi o figure importanti, infatti, si risolvono in un vero e proprio bombardamento di pubblicità commerciali. I media, attraverso queste pubblicità, hanno il merito di ricordarci certe ricorrenze; ci suggeriscono cosa comprare e cosa fare per festeggiarle… ma spesso così ci fanno anche perdere di vista il loro significato originario.

Prendiamo ad esempio la Festa della Donna. Non è una festa solo italiana… viene celebrata praticamente in tutto il mondo… è insomma una festa internazionale. In tutti i Paesi del mondo l’8 marzo si ricorda come le donne abbiano combattuto per ottenere pari diritti con gli uomini... come abbiano lottato per modificare il loro ruolo nella società.

Un tempo le donne erano trattate come serve dagli uomini, anche quando erano di alta posizione sociale… considerate solo delle procreatrici: questa era la loro unica utilità. Oggi sono imprenditrici, infaticabili lavoratrici che, pur continuando a prendersi cura delle loro famiglie, dei loro figli, intraprendono carriere importanti o si dedicano a professioni un tempo riservate solo agli uomini. Con fatica e lottando, le donne hanno cambiato il loro ruolo… molte hanno sacrificato la loro vita per ottenere certi riconoscimenti; è quindi giusto che il mondo dedichi una giornata al ricordo delle tante donne che hanno combattuto per sé stesse e per tutte le altre donne che sarebbero vissute dopo di loro.

Ma in Italia? Cosa facciamo in quel giorno? Ci alziamo, mandiamo qualche messaggio alle donne importanti della nostra vita: alla mamma, alla sorella, alla nostra compagna e magari alle nostre amiche. Forse, giunti al lavoro, facciamo anche gli auguri alle colleghe.

Questo giorno è diventato semplicemente quello in cui ci sentiamo in dovere di elogiare le donne e far loro gli auguri. Come da tradizione, regaliamo loro una mimosa e anche dei cioccolatini… e spesso la cosa finisce qua.

Purtroppo anche molte delle stesse donne italiane hanno dimenticato perché esiste questa giornata. Alcune la ignorano proprio: si sentono, per così dire, prese in giro e sostengono che il rispetto e la stima siano atteggiamenti che non devono avere una data di riferimento per essere manifestati, ma che dovrebbero essere dimostrati ogni singolo giorno dell’anno! Di solito queste donne sono anche quelle che credono, spesso a ragione, che la vera parità con gli uomini non esista… dobbiamo in effetti ammettere che in Italia, ancora oggi, una donna ha molta più difficoltà a fare carriera di un uomo per il solo fatto di esser donna e che ci sono ancora degli ambiti in cui le donne, le cosiddette “quote rosa”, sono ancora poche.

Molte donne italiane, invece, considerano l’8 marzo semplicemente un’occasione per uscire in compagnia delle amiche senza che i rispettivi compagni borbottino perché vengono lasciati soli a casa, magari a badare ai figli!

Sono forse le più giovani quelle che festeggiano con maggior entusiasmo, ma – anche nel loro caso – le celebrazioni hanno perso il significato originario della festa. Le ragazze italiane, soprattutto quelle ancora single, in questo giorno si sentono le vere protagoniste e si divertono insieme nei locali che organizzano appositamente delle feste a loro dedicate.

Feste in cui si celebra l’emancipazione femminile? Direi proprio di no! Sono eventi in cui le donne si sentono come se potessero invertire i ruoli per una sera. Sono cioè feste in cui di solito vengono organizzati spettacoli di spogliarello maschile, dove uomini muscolosi e belli si esibiscono davanti a gruppi di donne scatenate che si divertono a trattare gli uomini come oggetti.

A questo punto mi direte: “Ma Manu… il tuo è un punto di vista maschile… non sei obiettivo!”. Vi dico solo questo di risposta: ovviamente non ho mai partecipato ad una serata per la Festa della Donna, come ho detto prima, vi sto raccontando quello che le mie stesse amiche italiane mi raccontano!

La verità è che in Italia la Festa della Donna fa discutere e spesso origina polemiche che si ripresentano di anno in anno sempre uguali. Le donne che decidono di approfittarne per una serata allegra (... come dicevo, anche troppo allegra talvolta!) spesso vengono aspramente criticate… non dagli uomini, ma da altre donne! A guardare di traverso le donne festaiole, di solito, sono le donne più impegnate ideologicamente e/o politicamente… insomma quelle che vorrebbero che l’8 marzo non si risolvesse in feste, fiori e cioccolatini, ma in nuove battaglie per rendere davvero effettiva la parità tra i sessi.

Superata la controversa festa dell’8 marzo, circa dieci giorni dopo, in Italia però si celebra una ricorrenza decisamente meno polemica. Il 19 marzo, infatti, è la Festa del Papà. Anche in questo caso parliamo di una festa che si celebra quasi in tutto il mondo ma, diversamente da quella della donna, le date sono variabili.

Perché? Perché in realtà, a seconda dei Paesi e delle culture, la data è stata scelta richiamando in causa figure rappresentative diverse. Ciò che però ci unisce tutti è la cosa più importante: considerare i papà delle figure fondamentali a cui dedicare una giornata speciale tutta per loro!

In Italia, oggi come un tempo, l’origine e il senso di questa festa sono strettamente legati alla religione.

Infatti in tutti i Paesi a tradizione cattolica, e quindi anche in Italia, il giorno della Festa del Papà è il 19 marzo, ovvero la data della morte di San Giuseppe, il “padre adottivo” di Gesù.

Il culto di San Giuseppe ha origini antichissime e le Chiese Cristiane hanno iniziato a celebrarlo già nel lontano Medioevo. Forse pensate che lui venga considerato importante solo perché ha avuto l’onore di crescere colui che, per chi è Cristiano, fu il figlio di Dio. No, non è questo il motivo… Il punto è proprio che tipo di padre sia stato Giuseppe. È stato un uomo che ha cresciuto con amore e attenzione un figlio non suo… lo ha protetto e poi lasciato andare e seguire la propria strada… si è comportato come tutti i papà dovrebbero fare!

È proprio questa la filosofia della Festa del Papà italiana: ringraziare l’uomo che ci cresce e che dedica la sua vita a noi figli! E qual è il modo migliore per farlo? Ricambiare almeno per un giorno quella dedizione.

Per questo motivo, al di là delle celebrazioni religiose che interessano e coinvolgono solo chi è cattolico, gli italiani non fanno nulla di eccezionale il 19 marzo… perché è una festa di famiglia e in famiglia viene celebrata! Non ci sono feste pubbliche. Nessun evento a tema nei locali. In alcune città esistono dei dolci tipici che vengono preparati per l’occasione, come le Zeppole di San Giuseppe di Napoli o i bignè romani… ma niente di più.

Certo, i negozi offrono la possibilità di acquistare oggetti tematici come piccole targhe che assegnano al destinatario il titolo di miglior papà o scatole di dolcetti in confezioni che richiamano la figura paterna con l’aggiunta di frasi benaugurali.

Ma il modo preferito dagli italiani di festeggiare il proprio genitore è dedicargli il proprio tempo. In passato di solito si faceva un regalo tipicamente maschile: penso che ogni papà italiano abbia ricevuto, almeno una volta nella vita, una cravatta! Con quello si esauriva il festeggiamento. Ora l’usanza è cambiata.

Oggigiorno i figli già grandi preferiscono trascorrere almeno qualche ora col proprio padre, condividendo magari un hobby o una passione. I più piccoli, invece, con l’aiuto delle mamme o degli insegnanti della scuola, realizzano piccoli doni fatti a mano. Manufatti che spesso, più che per la loro qualità, sono preziosi per ciò che rappresentano. Così di solito vedete padri orgogliosi esibire - ad amici e colleghi - disegni, bigliettini d’auguri, quadretti… mediamente la fattura è quella che è… ha tratti ingenui e spesso maldestri, ma i padri li considerano vere e proprie opere d’arte. Perché è questo che sono ai loro occhi: la dimostrazione tangibile dell’amore dei loro piccini! Insomma, non è l’oggetto donato che conta, ma il pensiero!

E voi che mi dite? A che categoria appartenete in questo momento? Siete padri orgogliosi, figli affezionati… o magari tutti e due?

E per oggi è tutto. Spero tu sia riuscito a capire abbastanza di questo episodio e spero che tu abbia scoperto qualcosa di nuovo sull’Italia. Se sì, il mio lavoro è finito. Almeno per oggi!

Ma il tuo continua! Continua con le attività complementari che trovi su www.italymadeeasypodcast.com.

Un abbraccio, e alla prossima! Nel prossimo episodio parleremo di TV spazzatura in Italia. Mmmh, non vedo l’ora!

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