Italian Fairy Tales [Italian Listening Exercise]

By Manu Venditti | Advanced

Podcast #28: Favole Italiane

Miei cari studenti di italiano, eccomi di nuovo qui! Di che cosa voglio parlarvi oggi? Oggi voglio farvi sognare!! … proprio così, non sto scherzando! Avete voglia di tornare bambini per qualche minuto?

La mia intenzione, infatti, è quella di parlarvi di qualcosa che, forse, quando stasera andrete a dormire, vi farà addormentare sereni e tranquilli… come quando eravate bambini! 

Avete indovinato l’argomento di oggi? Beh, sicuramente sì se avete già letto il titolo di questo podcast: oggi vi parlo di favole… esatto, proprio quelle che ci venivano raccontate da bambini per farci addormentare… e magari per darci qualche buon insegnamento senza nemmeno che ce ne accorgessimo!

Get the Podcast automatically on your phone
or podcast enabled device

Siamo cresciuti tutti a suon di fiabe: creature magiche, castelli incantati, avventure emozionanti... Chi non ne conosce almeno una? Ci sono favole che, a prescindere dal Paese di origine, tutti conoscono… e in questo sicuramente una grande responsabilità ce l’ha Walt Disney che ha trasformato quelle favole classiche in cartoni animati e film che le hanno rese famose davvero in ogni angolo del mondo.

“Il Re Leone”, “Biancaneve”, “La bella addormentata nel bosco”… sono storie che più o meno tutti conoscono. Dico “più o meno” perché in realtà in ciascuna di queste favole esistono versioni diverse… Ne siete stupiti? Quando l’ho scoperto ci sono rimasto male anch’io! Comunque alla fine il motivo è semplice: alcune delle storie narrate nelle favole più celebri non sono proprio adatte ad un pubblico di bambini perché i loro contenuti sono davvero forti e non sempre c’è il lieto fine! Quindi talvolta capita che esistano delle versioni addolcite e sono proprio quelle che di solito tutti conoscono! Racconti ricchi di morale... insegnamenti che noi vogliamo che i nostri figli o i nostri nipoti imparino fin da piccoli… e che quindi cerchiamo di trasmettere loro, ma senza traumatizzarli!!!

Ma torniamo a noi… lo sapete che il patrimonio letterario italiano è ricco di bellissime fiabe e non solo di leggende popolari? Se avete già ascoltato alcuni altri dei miei podcast, già sapete che l’Italia è una miniera di leggende e storie di ogni genere… quindi non dovreste stupirvi di scoprire che esistono anche belle favole!

Come per le leggende popolari, anche le fiabe si sono tramandate di generazione in generazione e sono storie davvero belle, edificanti… cioè ricche di insegnamenti e valori che è bene che i bambini imparino fin dalla più tenera età. E cosa c’è di meglio se non raccontar loro queste storie mentre se ne stanno al calduccio nei loro lettini e stanno per chiudere gli occhi e sognare?

A questo punto vi starete chiedendo: perché se esistono favole italiane così belle, nessuno, al di fuori dell’Italia, le conosce? Perché queste storie non sono famose come quelle dei Fratelli Grimm, di Andersen o di Perrault?

Il motivo forse non vi stupirà: le favole italiane sono per lo più, come le leggende, frutto della cultura popolare delle varie regioni italiane… spesso non sono nate dalla creatività di grandi scrittori professionisti: sono state tramandate nei dialetti d'origine, di padre in figlio! Oggigiorno, visto che non ci fidiamo più della tradizione orale e per evitare che vadano perse, ci sono degli studiosi che le stanno trascrivendo, cosicché le generazioni future possano continuare a leggerle ed ascoltarle.

Queste fiabe, infatti, sono un vero piccolo tesoro e hanno tutto ciò che serve per catapultare i bambini in mondi straordinari e per far rivivere agli adulti la bellezza dell'infanzia… da Nord a Sud dello Stivale!

La prima favola di cui vi voglio parlare si intitola “Bellindia” e dicono che risalga addirittura al 1600! È originaria della Toscana, ma è famosa in varie parti d’Italia dove viene raccontata con qualche piccola variante locale.

La storia originale ci porta a Livorno, dove un ricco mercante cadde in disgrazia e fu costretto a trasferirsi in campagna con le sue tre figlie, Assunta, Carolina e Bellindia, chiamata così perché era la più buona e bella della famiglia. Un giorno, mentre era sulla strada del ritorno da un viaggio di lavoro, il mercante si imbatté in un misterioso castello pieno di ricchezze e prelibatezze in cui, non vedendo anima viva, decise di passare la notte. Il giorno dopo, uscendo in giardino, trovò uno splendido rosaio e pensò di prenderne una pianta da portare alla sua bella e buona Bellindia.

Ma, dopo aver preso la pianta, proprio mentre stava per rimettersi in viaggio, improvvisamente si trovò davanti un terribile Mago che lo rimproverò del gesto e – pensate! - lo addirittura condannò a morte! Il mercante, spaventato, cercò di rabbonire il Mago spiegandogli che aveva preso la pianta per fare un regalo alla sua dolce figlia. Allora il Mago, dopo aver udito la storia del mercante, decise di risparmiarlo in cambio proprio della sua dolce e bella ultimogenita. 

Rientrato a casa il mercante, con la morte nel cuore, raccontò l’accaduto alla famiglia.. E così Bellindia, che amava profondamente il padre ed era disposta a qualunque sacrificio per salvargli la vita, accettò coraggiosamente di ubbidire al Mago e di andare a vivere nel suo castello.

Bellindia iniziò quindi la sua nuova vita, lontana dalla sua amata famiglia e con la sola compagnia del Mago. Questi, affascinato dalla bellezza fisica ma anche dal bel carattere della ragazza, ogni giorno le chiedeva di accettare di sposarlo. Bellindia, col passare del tempo, iniziò ad affezionarsi all’uomo che con lei era sempre buono e gentile... ma ogni sera rifiutava comunque la sua proposta di matrimonio perché il Mago era davvero brutto fisicamente e lei non riusciva a guardarlo senza provare un po’ di ribrezzo.

Un giorno giunse al castello la notizia che una delle sorelle di Bellindia stava per sposarsi e il Mago, che si fidava di Bellindia, accettò di lasciar andare la ragazza per qualche tempo affinché potesse partecipare alla festa per le nozze.

Bellindia così tornò a casa sua, dalla sua famiglia… ma vi rimase più a lungo del previsto perché la gioia di stare di nuovo insieme ai suoi cari le fece dimenticare il Mago e la sua promessa di tornare al castello.

Un giorno, quando ormai erano trascorse molte settimane dalla sua partenza, la ragazza però iniziò a sentire la mancanza del Mago e si rese conto di voler tornare da lui. Quando rientrò al castello, tuttavia, una terribile sorpresa l’attendeva: trovò il Mago a terra quasi morto! Bellindia solo allora si accorse davvero di quanto bene volesse al Mago e iniziò a piangere. Tra i singhiozzi gli dichiarò il suo amore mentre lui giaceva a terra svenuto. La ragazza si era accorta, insomma, che l’aspetto fisico del Mago non le importava… perché erano la sua compagnia e la sua anima buona le cose davvero importanti. 

In quel momento il Mago, che era vittima di un incantesimo, si trasformò in un bellissimo principe e da quel giorno i due vissero e regnarono insieme felici e contenti.

Allora… che ve ne pare? Notate qualche somiglianza con una favola che già conoscete? Per esempio a me ricorda un po’ “La Bella e la Bestia”... alla fine credo che tutte le varie fiabe che girano nel mondo sotto sotto si assomigliano un po’... non per poca originalità degli autori (famosi o sconosciuti che siano)... ma perché alla fine i messaggi che vogliamo trasmettere sono quelli fondamentali, i grandi principi morali che abbiamo tutti… come il fatto che la vera bellezza è quella interiore… e cose così!

Ma quali altri valori di solito caratterizzano le fiabe? Per esempio di solito possono parlare dell’amore per la famiglia, di amicizia, di coraggio… o dell’amore e il rispetto per la natura e gli animali… Ecco, c’è una favola siciliana che parla di tutto questo… Si intitola “La cerva fatata”. La trama è un pochino più complicata di quella di Bellindia… ma vediamo… cominciamo come si deve...

C’era una volta un re che si chiamava Iannone e regnava su una città di nome Lungapergola…

Ah, prima che vi mettiate a cercare questo nome sull’atlante geografico, meglio che vi dica che questo posto non esiste!! Quindi, risparmiatevi la fatica di cercarlo e continuiamo con la storia. 

Dicevo… re Iannone e sua moglie erano molto tristi perché non avevano figli ma un giorno un vecchio saggio dalla barba bianca e lunga disse loro che avrebbero risolto il problema se avessero ucciso un drago marino e la regina avesse mangiato il suo cuore… Avete mai notato che i saggi hanno sempre la barba bianca e lunga??? Mica ho mai capito il perché!

Comunque questi due sovrani decisero di fare quanto era stato loro consigliato… il drago venne catturato e il suo cuore venne cotto da una giovane serva. Ma accadde una cosa strana… i vapori provenienti dalla pentola fecero restare incinta anche la giovane cuoca! Ma non solo: anche tutti i mobili della cucina, nell’arco di pochi giorni, raddoppiarono… ogni mobile generò una sua copia più piccola!

Con grande gioia del re, anche la regina generò un figlio che nacque lo stesso giorno del figlio della cuoca. Il giovane principe venne chiamato Fonzo, mentre il figlio della serva Canneloro.

Fonzo e Canneloro - che si assomigliavano anche molto nell’aspetto tanto da sembrare gemelli - divennero amici inseparabili… ma così affezionati l’uno all’altro che col passare del tempo la regina cominciò ad essere gelosa dell’affetto che il figlio provava per Canneloro… tanto gelosa che un giorno cercò di ucciderlo! Canneloro, per fortuna, non morì e rimase solo ferito ad un sopracciglio ma capì di essere in pericolo. Per non addolorare il suo migliore amico, però, non gli disse nulla di quanto aveva fatto la regina e decise di andarsene dal regno. 

Ma un amico così affezionato non può semplicemente andarsene, giusto?

Ecco, infatti Canneloro prima di andarsene, usando una spada magica (no, non ho idea di dove l’avesse trovata… è una favola… e non sempre nelle favole tutto quadra alla perfezione…). Dicevo, Canneloro fece nascere una fontana magica con accanto una pianta di Mortella… entrambe erano magiche perché avrebbero permesso a Fonzo di sapere come stesse Canneloro… insomma… pianta rigogliosa e acqua cristallina avrebbero significato salute e gioia… al contrario, acqua sporca e pianta appassita invece… beh, lo capite da soli!

A questo punto so di dover fare una pausa perché vi conosco: voi studenti vi starete sicuramente chiedendo che cosa diavolo sia una pianta di Mortella!! Eheh… vi svelo un segreto… la conoscete benissimo e ne avete mangiato i frutti chissà quante volte: la pianta di Mortella non è altro che una pianta di mirtilli!!! Ma continuiamo...

Eravamo giunti a Canneloro che se ne stava andando per cominciare una nuova vita altrove…

Bene, Canneloro iniziò in effetti una nuova e bella vita… Sposò una principessa e visse felice finché un giorno decise di andare a caccia di notte… nonostante suo suocero gli avesse sconsigliato di farlo.

Fu così che un orco lo vide e decise di catturarlo. L’orco assunse la forma di una cerva e con una trappola portò Canneloro proprio nella sua grotta dove lo imprigionò.

Nel frattempo, però, Fonzo, che non aveva mai smesso di osservare la fonte e la pianta, si accorse che la sorgente era sporca e la pianta avvizzita... e capì quindi che Canneloro era in pericolo. Con accanto due cani fatati, Fonzo partì subito alla ricerca dell’amico. Giunto nella città dove Canneloro viveva, grazie alla somiglianza con l’amico per cui tutti lo scambiavano per lui (compresa la moglie di Canneloro… e qui la storiella si fa ridicola per tutti i sotterfugi che Fonzo si inventa per non tradire l’amico e frenare le coccole di sua moglie…) Fonzo capì che Canneloro era stato preso dall'orco nella foresta.

E secondo voi come finisce???… Ovviamente Fonzo riuscì a sconfiggere ed uccidere l’orco e a liberare Canneloro che così potè tornare a casa dalla moglie… che a quel punto lo riconobbe accorgendosi che i due ragazzi erano distinguibili dalla cicatrice che Canneloro aveva sul sopracciglio. 

Ma la storia in realtà non finisce solo così: da quel giorno Canneloro non andò mai più a caccia e andò a prendere sua madre per far vivere anche lei nel castello con lui e la principessa… ovviamente tutti felici e contenti!! E naturalmente in questo castello anche Fonzo sarebbe sempre stato il benvenuto!

Quindi vedete che era esattamente come vi avevo preannunciato? Famiglia, amore, amicizia, coraggio e rispetto per la natura… tutto in una sola fiaba!

E anche questo episodio è finito! Spero vi siate divertiti ad ascoltare queste storie un po’ complicate… è vero che non siamo più bambini ma ogni tanto tornare ad esserlo per qualche minuto male non può fare! E se state per andare a dormire… che altro dirvi? Sogni d’oro… e al prossimo episodio di Italy Made Easy Podcast!

Looking for a Structured, Ongoing program to Learn Italian? Check out 'From Zero to Italian' then!