Pesariis the Italian town of Clocks

By Manu Venditti | Advanced

“Fai presto... che è tardi!”
Quante volte diciamo una frase del genere ogni giorno? Nelle giornate concitate della vita quotidiana di ognuno di noi, il tempo è un elemento fondamentale. Ciascuno di noi deve fare i conti con i minuti e le ore che passano, calibrando attentamente quanto tempo abbiamo da dedicare a ciascuna delle attività che abbiamo in programma.

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Oggi esiste una varietà immensa di strumenti che ci consentono di sapere che ore sono... senza farci nemmeno caso, buttiamo l'occhio all'icona sullo schermo del telefono cellulare, alla sveglia del comodino, oppure - sempre distrattamente e dandolo per scontato – a quel quadrante che portiamo al polso. Ma che siano tecnologici o tradizionali, i dispositivi che ci permettono di tenere sotto controllo il trascorrere delle ore, discendono tutti da un comune avo: l'orologio!

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L'esigenza di misurare il trascorrere del tempo è antica come il mondo. Lo strumento con cui si iniziò a farlo fu la meridiana che, nella sua versione più semplice, consisteva in un palo conficcato nel terreno: osservando lo spostamento dell'ombra proiettata dal palo, era infatti possibile suddividere in parti misurabili le giornate. Naturalmente lo svantaggio principale della meridiana era quello di non funzionare di notte o nelle giornate nuvolose, cioè in assenza del sole.

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Nel corso dei secoli le più grandi civiltà della storia hanno cercato soluzioni alternative e, alla fine, nel medioevo hanno fatto la loro comparsa i primi orologi. La loro realizzazione si diffuse in tutta Europa e, naturalmente, anche in Italia.

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L'orologio, oggetto d'uso comune, divenne rapidamente anche un mezzo di espressione artistica: le casse venivano riccamente decorate, gli orologi da tavolo potevano essere contenuti in cofanetti di materiali preziosi come l'oro o l'argento, mentre le pendole erano racchiuse in raffinati mobili di legno decorato. Anche gli orologi da campanile o da torre non erano da meno: un esempio formidabile ne è il famoso orologio di piazza San Marco a Venezia.

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Benché l'epoca dei maestri orologiai sia tramontata da tempo, oggigiorno in Italia è ancora possibile ripercorrere le tracce di questa antica tradizione visitando un vero e proprio gioiello del settore: Pesariis, il “Paese degli Orologi”.

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Si trova in Friuli Venezia Giulia, vicino alla regione montuosa denominata Carnia. Pesariis vanta un'antica tradizione, risalente agli inizi del XVIII secolo, nella produzione di orologi per torri civiche e campanarie.

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La tradizione artigiana nacque ufficialmente a Pesariis nel 1725; in quell'anno venne fondato lo stabilimento “Solari”, nome che la leggenda fa risalire ad un pirata genovese che, dopo aver trovato rifugio in questo borgo, iniziò a dedicarsi alla produzione di orologi che è stata l'attività artigiana prevalente del luogo, fintantoché lo storico marchio non si è convertito all'era digitale

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Dimenticato per decenni, nel 2000, il piccolo borgo è stato riscoperto e valorizzato e propone un vero e proprio percorso monumentale nel proprio centro. Chi non vi è mai stato non può nemmeno immaginare la meraviglia che si prova nel percorrere le strade di questo paese dove ci si imbatte in tantissimi orologi di ogni genere: calendari perpetui, carillon, scacchiere o planisferi. Alla fine, dopo aver visto una quantità incredibile di orologi di tutti i tipi e dimensioni, quando si è ormai inevitabilmente colti dalla voglia di saperne di più, una visita alla Mostra dell'Orologeria permette di approfondire questa antica tradizione artigiana.

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Chiunque abbia sperimentato una gita a Pesariis non potrà che confermarvi che si tratta di un'esperienza davvero incantevole dopo la quale non sarete più capaci di rispondere alla domanda “che ore sono?” senza rivolgere un pensiero affettuoso al piccolo paese degli orologi in mezzo alle montagne…

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