New Year’s Eve in Italy

By Manu Venditti | Advanced

Capodanno in Italia

Si sa che la notte di Capodanno è un momento particolare che alcuni trovano addirittura liberatorio. Con lo scoccare della mezzanotte l’anno vecchio lascia il posto a quello nuovo: l’augurio che ognuno di noi fa alle persone care è che il nuovo anno porti cose belle, mentre quello vecchio si porti via con sé quanto di brutto o triste è già accaduto.
In Italia c’è chi attende la Notte di San Silvestro per tutto l’anno. Cos’è San Silvestro? È l’altro nome con cui noi italiani chiamiamo la notte di Capodanno, in onore del Santo celebrato proprio il 31 dicembre. Perché festeggiare la fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo, in Italia, è una questione importante dove scaramanzia e antiche tradizioni si fondono in mille usanze e riti!

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A voler dar seguito a tutte le tradizioni italiane di Capodanno, ai riti propiziatori, ai gesti portafortuna, alle scaramanzie e volendo anche alle superstizioni, la sera dell’ultimo dell’anno e la mattina di quello nuovo possono essere davvero stressanti quanto divertenti.
Quindi, sia che stiate in compagnia di famigliari o amici o in una camera d’albergo nel bel mezzo di una vacanza, Capodanno può diventare una vera impresa tra le cose da fare e non fare!

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Le varie tradizioni e i riti del Capodanno italiano sono tantissimi, anche se non tutti sono diffusi sull’intero territorio del Paese. Ci sono abitudini per così dire locali ed altre più ampiamente diffuse.

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È noto che gli italiani amano la buona tavola e naturalmente per celebrare una festività si impegnano ancora più del solito. Ma, per la cena della serata di fine d’anno, c’è una pietanza che non manca mai sulle tavole: le lenticchie. Per l’occasione le mangiano tutti, anche quelli a cui in realtà il sapore non piace. Il motivo è semplice; la tradizione sostiene che mangiare le lenticchie a mezzanotte dell’ultimo dell’anno porti fortuna. È un’usanza che ha motivazioni diverse a seconda di chi la racconta. Secondo alcuni, questi legumi, molto resistenti in natura, sono il simbolo di lunga vita. Secondo altri, l’aspetto delle lenticchie ricorda quello delle antiche monete d’oro e pertanto rappresenta l’augurio di ricchezza.

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Qualora qualcuno trovi davvero insopportabile il sapore delle lenticchie e non riesca a buttarne giù nemmeno un boccone, esiste comunque un’alternativa, cioè l’uva. Mangiare l’uva è una tradizione che, seppur molto antica, ha ripreso particolarmente vigore negli ultimi anni. Ormai in tutte le piazze d’Italia dove si festeggia il Capodanno, le persone cercano di mangiare 12 chicchi d’uva entro i 12 rintocchi della mezzanotte; la tradizione, infatti, vuole che chi ci riuscirà, avrà un anno pieno di fortuna e di prosperità.

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Soddisfatte le consuetudini alimentari, c’è un’altra usanza alla quale gli Italiani non rinunciano a Capodanno: i fuochi d’artificio. C’è chi li ama semplicemente perché sono uno spettacolo per gli occhi e chi invece non ci rinuncia per motivi scaramantici. Si dice infatti che gli spiriti maligni detestino i rumori forti. È per questo motivo che a Capodanno è tradizione sparare fuochi d’artificio, ma soprattutto petardi che con i loro botti spaventerebbero diavoli e diavoletti vari.

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La notte di Capodanno è anche un’ennesima occasione per scambiarsi regali. Questa è una tradizione antichissima, che risale al tempo degli antichi romani. Si tratta di un rito propiziatorio passivo, nel senso che l’auspicio di un anno di abbondanza sarà proporzionale al numero di regali, le Strenne, che si ricevono da amici e parenti. In alcune regioni italiane è abitudine che gruppi di giovani, prima della mezzanotte, vaghino per le strade di città e paesi cantando rime per ricevere regali, così da aumentare le possibilità di fortuna, abbondanza e felicità nel nuovo anno.

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Evidentemente proprio nulla va lasciato al caso nella notte di Capodanno, nemmeno l’abbigliamento. Nella notte più festosa dell’anno, è fondamentale indossare della biancheria rossa. Non è chiaro da dove arrivi questa tradizione; già gli antichi Romani usavano abbigliamenti rossi a Capodanno, ma per loro era un modo per allontanare la paura del sangue e della guerra. Ma non è sufficiente indossarla, c’è tutto un rituale di contorno. Innanzitutto la biancheria rossa che si indossa deve essere stata ricevuta in regalo e non deve esser stata acquistata autonomamente. Inoltre il primo dell’anno quella biancheria andrà bruciata o comunque gettata via. In caso contrario, non porterà alcuna fortuna per l’anno nuovo!

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Per concludere i riti della notte, rimane quello più antico e radicato nella tradizione popolare: il lancio dei cocci. Si tratta di una tradizione nazionale, ma i napoletani sono quelli che la prendono più sul serio. In sostanza l’usanza vuole che a mezzanotte dell’ultimo dell’anno vengano gettati a terra (o in strada dalle finestre), piatti, bicchieri e oggetti in ceramica. Con questo gesto simbolico l’idea è quella di cacciar via i mali sia fisici che morali che si sono accumulati nel corso dell’anno che sta finendo.

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Ma le tradizioni scaramantiche non si esauriscono con la mezzanotte. Il Primo gennaio bisogna stare attenti alla prima persona che si incontra per strada. Imbattersi in una persona anziana sarà benaugurante mentre, paradossalmente, l’incontro con un bambino o un sacerdote sarà un presagio di sventure. Bisogna infine ricordare di uscire di casa con qualche spicciolo in tasca: se lo si usa per aiutare un povero o un senzatetto, la vita sarà lieta per i successivi 365 giorni.

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