Italian Destinations: La Grotta Mangiapane

By Manu Venditti | Advanced

L'unica grotta abitabile in Italia:
La Grotta Mangiapane

La penisola italiana è ricca di tesori non solo in superficie ma anche nel suo sottosuolo. Chi di voi non ha mai sentito parlare di almeno uno dei tanti borghi che caratterizzano il Bel Paese da nord a sud? E altrettanto sicuramente avrete sentito anche parlare delle numerose e meravigliose grotte che si snodano nelle sue profondità.
I borghi affascinano per le loro strade intricate e antiche, per qualche edificio particolare, per un panorama che si gode dalle loro piazze. Delle grotte solitamente se ne parla, invece, per esaltarne le meraviglie geofisiche, per suggerire quali siano le cavità che offrono i migliori spettacoli di natura geologica, per le concrezioni che le ornano o per le loro dimensioni.

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Oggi scoprirete che esiste un luogo che coniuga questi due aspetti caratteristici d’Italia, cioè il sapore antico dei borghi e la particolarità geofisica delle grotte: andremo alla scoperta della Grotta Mangiapane.
Per avventurarci in questo piccolo viaggio alla scoperta di uno dei luoghi più strani e suggestivi d’Italia, dobbiamo andare nella bellissima Sicilia.

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La Grotta Mangiapane ha due curiosi soprannomi: da alcuni è infatti soprannominata “Grotta degli Uffizi”, da altri “Il borgo congelato nel tempo”. Ma allora cos’è questo posto? Una grotta o un borgo? La risposta è: entrambi!
Si tratta di uno dei più particolari ma anche sconosciuti borghi d’Italia, ma non solo; Mangiapane non è un borgo nel vero senso della parola, ma è una delle caverne delle Grotte di Scurati, in provincia di Trapani, abitate fin dalla notte dei tempi.

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Le grotte di Scurati, infatti, sono state abitate fin dal Paleolitico ma questa cavità in particolare non è stata solo la casa dei nostri lontanissimi antenati di migliaia di anni fa; questo rifugio preistorico è stato trasformato in un micro-borgo nell'Ottocento ed è stato abitato fino ai primi Anni ‘50 dai Mangiapane, una famiglia siciliana di agricoltori e pescatori che all’interno della grotta ha costruito una vera e propria mini-città. Hanno infatti realizzato delle piccole abitazioni, ma anche una stalla per gli animali, un forno a legna e una cappella. Insomma, l’essenziale per condurre una vita semplice di fronte al panorama mozzafiato del Golfo di Erice.

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La Grotta Mangiapane è un’apertura naturale, alta circa 80 metri e profonda 70. Le costruzioni, realizzate dalla famiglia che le ha dato il nome, hanno i colori della terra in modo da essere mimetiche. Sicuramente la vita che vi trascorsero fu davvero semplice e molto appartata, ma arricchita dallo spettacolare azzurro del mare incontaminato che si apre davanti alla grotta.

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Questo luogo incredibile venne scoperto da un nobile, il Marchese Dalla Rosa, nel lontano 1870, quando era ancora abitato. Il Marchese non si aspettava ciò che in effetti trovò; egli era uno studioso di pitture rupestri e reperti preistorici e soltanto questi stava cercando quando invece si imbatté in questo sconosciuto ma incredibile borgo. Lui lo descrisse come un'oasi felice, “lontana dal rumore delle nostre città” e rimase intrigato dalla semplice e fiduciosa ospitalità della famiglia che vi viveva.
Verso la metà del XX secolo, la famiglia Mangiapane smise però di viverci e pertanto il borgo divenne disabitato.
Dopo un periodo di abbandono, però, il villaggio e le sue case sono state restaurate dagli appassionati locali, con l’aiuto di uno degli ultimi appartenenti alla famiglia Mangiapane.

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Tutto è rimasto com’era un secolo fa, un piccolo museo all’aria aperta, che permette ai visitatori di tornare indietro nel tempo e camminare attraverso la vita quotidiana degli abitanti del villaggio, guardando dentro le loro camere da letto, toccando i mobili e gli antichi attrezzi da lavoro. Per questo motivo viene chiamata Museo Vivente dei Mestieri.
Nella grotta sono stati girati anche alcuni episodi della celebre serie televisiva “Il commissario Montalbano” e ogni Natale diventa il set di un suggestivo presepe vivente messo in scena da oltre 160 interpreti, tra artigiani, maestranze, contadini e artisti provenienti dall'intera Sicilia. Un evento realizzato dal 1983, così prestigioso da rientrare nei cento beni immateriali della Sicilia.

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I soprannomi di questo luogo sono dunque ben meritati: la quantità di reperti preistorici e pitture la rende più che degna di esser chiamata “Grotta degli Uffizi”; e parlarne come di un borgo congelato nel tempo è altrettanto appropriato. Avventurarsi in questo sito significa esplorare un mondo che racconta vecchi usi e costumi in vigore nelle comunità rurali siciliane di più un secolo fa.
Chi l’ha visitato sostiene di aver vissuto un vero e proprio viaggio nel tempo perché entrare nelle costruzioni e vedere tutto ciò che vi è dentro è un’esperienza ben diversa da visitare un museo etnografico o qualche ricostruzione artificiale.
 

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Tutto ciò che si vede è assolutamente originale, in un luogo dove la luce filtra timidamente, dove tutto sembra aleggiare in una permanente e seducente penombra ricca di suggestioni.

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