Italian Dialects and Accents

By Manu Venditti | Advanced

Italian Dialects & Accents

Se andassi in qualsiasi luogo del mondo e chiedessi alle persone che passano per strada quale lingua si parla in Italia, tutti mi risponderebbero: l’Italiano! Ma siamo proprio sicuri? L’Italiano è davvero l’unica lingua parlata in Italia.

If I were to go anywhere in the world and ask people walking by in the streets what language is spoken in Italy, everyone would answer: Italian! But are we really sure? Is Italian really the only language spoken in Italy?

L’UNESCO (ovvero l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) sostiene che in Italia ci siano 31 lingue in pericolo di estinzione; quindi è evidente che in Italia esistono altre lingue oltre all’Italiano… e sono ben più di 31! Sono lingue che gli italiani amano e si tramandano di generazione in generazione, utilizzandole spesso più dell’Italiano stesso. Queste strane lingue che sentite uscire dalle bocche di noi italiani sono i dialetti.

UNESCO (or The United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) maintains that there are thirty-one languages in danger of extinction in Italy. Therefore, it is obvious that other languages besides Italian exist in Italy, and there are certainly more than thirty-one! They are languages that Italians love and pass down from generation to generation, using them more often than Italian itself. These strange languages that you hear coming out of the mouths of Italians are dialects.

Innanzitutto però voglio rassicurarvi. Se è vero che per le vie e nelle piazze d’Italia potete sentire delle parlate che sembrano solo lontanamente assomigliare all’Italiano, quest’ultimo, l’italiano, è la lingua ufficiale dell’Italia e lo parlano tutti gli italiani… magari qualcuno meglio di altri, ma lo parlano tutti. Quindi per capire e farvi capire in Italia non dovete imparare chissà quali e quante lingue. Al massimo dovrete un po’ abituarvi a pronunce e melodie locali… ma nulla che con un po’ di pratica non si possa affrontare e gestire! In fin dei conti, lo stesso succede con la lingua inglese, con tutti i suoi accenti e varietà regionali!

First of all, I want to reassure you. If it’s true that in the streets and squares you hear some ways of speaking that seem to resemble Italian only remotely, Italian is the official language of Italy, and all Italians speak it. Perhaps some better than others, but everyone speaks it. So, in order to understand and make yourselves understood in Italy, you don’t have to learn many different languages. At most, you will have to get used to the local pronunciation and cadence, but nothing that a little practice can’t fix! After all, the same thing is true of English, with all of its regional accents and variations!

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Ma, tornando ai dialetti… che cosa sono? Beh, per semplificare al massimo la cosa, possiamo dire che i dialetti sono parenti più o meno vicini dell’Italiano.
Nel caso dei dialetti dell’Italia Centrale le parlate che potete sentire alla fine non sono altro che sorellastre dell’italiano. Com’è possibile? Per capirlo bisogna andare un po’ indietro nel tempo.

La storia dell’italiano, infatti, parte nel ‘300, quando era solamente uno dei tanti dialetti parlati nell’Italia centrale. Per l’esattezza, era la lingua che si parlava a Firenze che all’epoca era un importante centro economico e finanziario. Con il tempo, il fiorentino si impose come lingua di cultura e si evolse diventando la lingua italiana! Ma il fiorentino non era l’unica parlata esistente: che fine hanno fatto le altre? Sono sopravvissute quasi tutte e sono ancora molto usate.

Tra i borghi e i castelli medievali delle montagne appenniniche si possono ascoltare le suggestive parlate umbro-marchigiane, mentre a Roma, non è raro trovare persone che chiacchierano nel colorito vernacolo romanesco.

But, getting back to dialects… What are they? Well, in order to best simplify the matter, we can say that dialects are close relatives, more or less, of Italian.In the case of the dialects which are spoken in Central Italy, the ways of speaking that you hear are basically nothing but step-sisters of Italian. How is that possible? In order to understand it, it’s necessary to go back a little in time.

Actually, the history of Italian begins in the 1300s, when it was only one of the many dialects spoken in Central Italy. To be precise, it was the language that was spoken in Florence, which was an important economic and financial center of the time. With time, Florentine stood out as a language of culture and evolved, becoming the Italian language! But Florentine was not the only way of speaking that existed: what happened to the others? Almost all of them survived and are still very much in use.

Among the villages and medieval castles in the Apennines, you can hear the appealing spoken languages of Umbria and Le Marche, while in Rome it is common to find people chatting in their own colorful Roman vernacular.

Italian Dialect and Accents

In Toscana si parlano dialetti molto vicini all’italiano standard, ma che si distinguono dal punto di vista fonetico. Infatti, molte consonanti hanno una pronuncia aspirata che dà luogo ad una sonorità molto caratteristica e simpatica; la cosa affascinante è che non è uguale per tutti, ma cambia di città in città! Ma tutto ciò vale solo per l’Italia Centrale… questi dialetti così vicini all’italiano sono tipici solo di questa zona.  

Many dialects that are very close to standard Italian are spoken in Tuscany, but they differ from a phonetic point of view. Actually, many consonants have an aspirated pronunciation which results in a very characteristic and pleasing sound. The fascinating thing is that it isn’t the same for everyone, but changes from city to city! But all that is only found in Central Italy. These dialects that are so close to Italian are only typical of this area.

Quindi, direte voi, nel resto d’Italia si parla solo l’Italiano… No, mi spiace. Nel resto del Paese si parlano tantissimi dialetti che con la lingua italiana hanno una parentela molto più lontana. I dialetti che si parlano al Sud ed al Nord non sono, infatti, varietà della lingua italiana.

So, you will say, in the rest of Italy they only speak Italian… No, sorry. In the rest of the country, many dialects are spoken which have a much more distant relationship with the Italian language. The dialects that are spoken in the South and in the North are actually not variations of the Italian language.

Dal punto di vista linguistico sono idiomi completamente autonomi rispetto alla lingua nazionale, con una propria grammatica, un proprio vocabolario e una tradizione letteraria autonoma. Sono lingue che hanno subito l’influenza di altre lingue europee: da nord a sud ce ne sono circa una decina.

Al Nord-Ovest, per esempio, trovate il Piemontese che è il dialetto che ha risentito maggiormente dell’influsso francese. Oppure il Genovese che ha una sonorità che ricorda il Portoghese. Al Nord-Est, invece, trovate i dialetti derivati dal Veneziano, e poi il Ladino e il Friulano che hanno decine di versioni diverse a seconda delle vallate in cui vengono parlati e che spesso mostrano di aver subito l’influenza del tedesco.

From a linguistic point of view they are completely autonomous languages with respect to the national language, with their own grammar, their own vocabulary, and an autonomous literary tradition. They are languages that have endured the influence of other European languages: from north to south there are about ten of them.

In the Northwest, for example, you find Piemontese, which is the dialect that shows traces of the influence of French. Or Genovese which has a sound that seems like Portuguese. In the Northeast, however, you find dialects that are derived from Venetian. And then there are Ladino and Friulano, which have many different versions according to the valley where they are spoken and which often show signs of German influence.

Facendo quindi un salto di qualche migliaio di chilometri vi ritrovate al Sud e anche qui alle prese con dialetti e parlate interessanti: non possiamo non citare le più celebri, cioè il Napoletano e il Siciliano che vantano una famosa tradizione letteraria e musicale e che portano con loro l’influsso delle lingue di tutti i popoli che nel corso della storia hanno governato queste zone.

Questa carrellata sui dialetti e le parlate che incontrate in Italia non può che concludersi con il dialetto della Sardegna: qui si è sviluppato il Sardo, una lingua locale che presenta caratteristiche uniche nell’intero panorama delle lingue europee. Alle orecchie di chi non è sardo, questo dialetto e tutte le sue varianti sembrano veramente incomprensibili… anche per noi italiani! 

Se a questo punto vi state seriamente preoccupando, ricordatevi di quanto ho detto all’inizio: benché affezionati ai loro dialetti, gli italiani parlano tutti l’italiano, soprattutto con chi è straniero. Se vi doveste imbattere in qualcuno che vi si rivolge in dialetto, sarà sufficiente fargli capire subito che non solo non siete di quella zona, ma che non siete nemmeno italiani e vedrete che questa persona abbandonerà immediatamente la sua parlata locale e vi parlerà in italiano!

Now, taking a leap of about a thousand kilometers, you find yourself back in the South and struggling with dialects and interesting ways of speaking here as well. We cannot skip the most famous ones, that is, Neapolitan and Sicilian, which boast a famous literary and musical tradition. They bring with them the influx of the languages of all the peoples who have governed those areas over the course of history.

This overview on dialects and the ways of speaking which you will encounter in Italy must conclude with the dialect of Sardinia. Here Sardo developed; it is a local language which presents unique characteristics in the whole panorama of European languages. To the ears of someone who is not Sardinian, this dialect and all its variations seem truly incomprehensible… even to us Italians!

If you are getting very worried at this point, remember what I said at the beginning: as much as they love their dialects, all Italians speak Italian, especially with foreigners. If you should bump into someone who speaks dialect to you, it’s probably enough to let him know that not only are you not from that area, but that you are not even Italian. You will see that this person will immediately abandon his local way of speaking and will speak to you in Italian!

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