La Tv in Italia [Italian Listening Exercise]

By Manu Venditti | Advanced

Podcast #16: La Tv Spazzatura in Italia

Se vuoi sentire commenti carini ed elogi sullo stato della TV in Italia… mmm, forse questo episodio ti deluderà! Eh già, oggi parliamo di TV spazzatura… quella TV di bassa qualità che ormai domina la programmazione in Italia. Gente che litiga, gente che si insulta e tutti, stranamente, alla ricerca di un campagno. Bo… Cominciamo, va!

(continua a leggere per trovare tutta la trascrizione di questo episodio)

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L’ultima volta che ho acceso la TV in Italia, l’ho spenta dopo dieci minuti, disgustato.

Ho sperato di aver avuto sfortuna nell’imbattermi solo in programmi che mi avevano fatto rabbrividire. Quindi, dopo qualche ora, ci ho riprovato. Risultato simile. Ho trovato qualche programma interessante ma ancora moltissimi di quelli che mi avevano fatto spegnere qualche ora prima. Triste ma vero: anche in Italia esiste la “TV spazzatura”!

Poco tempo fa, la pubblicità italiana di un’azienda internazionale che fornisce via internet film, serie televisive o altre forme di intrattenimento, recitava così: “Siamo quello che guardiamo!”.

Quindi è questa la domanda che mi è sorta spontanea: “Ma davvero? Questo siamo??”. Cioè, per davvero ciò che viene trasmesso alla televisione è lo specchio di ciò che siamo e di ciò che vogliamo vedere? Perché se è veramente così, allora, be’, c’è da preoccuparsi!

Cos’è successo alla televisione? Cosa è successo a noi spettatori? Cos’è andato storto?

Sono passati quasi settant’anni da quando la televisione ha fatto il suo ingresso nella vita e nelle case degli italiani. Già abituati ed innamorati della radio, gli italiani hanno accolto con entusiasmo questo strumento che finalmente consentiva loro di dare un volto alle voci che già conoscevano ed amavano.

All’epoca non esisteva né internet né reti satellitari o digitali terrestri… c’era un canale… Uno solo! Fa quasi impressione pensarci… alla fine non è che siano passati poi così tanti anni, però sembra storia medievale! Vi immaginate accendere la televisione e non aver bisogno del telecomando perché esiste solo un canale e quindi solo un programma in onda?

Poi in realtà la situazione è cambiata rapidamente… i canali sono aumentati e anche la tipologia dei programmi trasmessi è diventata più varia. E a quel punto sono entrati in gioco i gusti degli spettatori… siamo noi a guardare la tv e quindi dovrebbero essere le nostre preferenze a far sì che venga trasmesso un programma piuttosto che un altro.

La tv è divenuta presto la migliore amica di molti. I presentatori, cioè i protagonisti dei primi spettacoli televisivi, sono diventati veri e propri membri delle famiglie italiane.

Un nuovo strumento per il divertimento? No, non solo. All’inizio gran parte dei programmi trasmessi aveva un chiaro intento pedagogico: informavano ed insegnavano. A quel tempo il livello culturale medio era bassissimo, molti erano addirittura analfabeti… e la televisione ha rappresentato un aiuto. Nacquero veri e propri programmi il cui scopo era aiutare l’alfabetizzazione. Negli anni ‘60, ad esempio, un maestro di nome Alberto Manzi, con il suo programma “Non è mai troppo tardi”, aiutò più di un milione di italiani a prendere la licenza della scuola elementare. Non vi sembra un bel utilizzo della televisione questo?

Esaurita quella fase, nacquero poi dei veri e propri miti indimenticabili della televisione italiana, come Mike Bongiorno, Pippo Baudo, Corrado o Enzo Tortora. Con i loro programmi offrivano un intrattenimento variegato, reso ancor più apprezzabile dall’avvento della televisione a colori alla fine degli anni ‘70. Due generazioni di italiani sono cresciuti con i loro programmi a far compagnia durante le serate in famiglia. Ok, non erano programmi di alto profilo… ma erano in grado di intrattenere, di far ridere, di far sognare e di insegnare qualcosa. Erano puliti, eleganti!

Oggi il panorama è cambiato. Accanto a programmi di qualità (che esistono ma son sempre più rari), spopolano trasmissioni che meritano a pieno titolo l’appellativo di “spazzatura”. Quando questi programmi si sono affacciati timidamente sul palinsesto italiano, chi li guardava lo faceva quasi di nascosto… perché in realtà si vergognava di farlo. Oggi non è più così. Ora la visione di quegli stessi programmi non è più considerata un “piacere colpevole”, qualcosa da fare di nascosto, ma un piacere manifestato e soprattutto condiviso… e quindi questi spettacoli televisivi nascono come funghi in un mondo dove non importa il contenuto, ma piuttosto il livello degli ascolti!

Tra tutti i protagonisti di questo filone non c’è dubbio su chi sia in testa la corona: Maria De Filippi è la regina indiscussa della “tv spazzatura” italiana. Le sue trasmissioni (che progetta e di solito conduce) non solo hanno un enorme successo, ma rimangono anche praticamente sempre uguali negli anni senza affondare mai. Può cambiare il titolo, la variabile umana che la compone, ma la struttura è pressoché invariata da vent’anni: una quantità enorme di sentimenti buttati in piazza, dove i protagonisti sembrano soddisfatti a condividere col pubblico le loro piccole e grandi miserie!

Sono programmi come “C’è posta per te”, “Uomini e Donne” o “Temptation Island”.

In “C’è posta per te” persone con sensi di colpa grandi come case, attraverso la Redazione del programma, ottengono di mettersi in contatto con qualcuno che da loro non accetta più nemmeno una telefonata. Genitori che odiano i figli, fratelli e sorelle che non si rivolgono la parola da decenni… suoceri che odiano generi e nuore… il tutto davanti ad un pubblico che sembra andare in visibilio davanti ai drammi familiari… soprattutto quando la parte convocata a cui spetta decidere se accettare o meno le scuse di chi l’ha mandata a chiamare, decide di rifiutare qualsiasi contatto e chiede alla conduttrice di interrompere l’incontro.

Questo è infatti il momento centrale di ogni sezione di ciascun episodio: chi è stato convocato può scegliere se chiudere o meno lo schermo a forma di busta che lo separa da chi è lì per implorare perdono o per ottenere una riconciliazione. Mi par quasi di vedere un sorriso un po’ perverso in molti spettatori presenti in studio quando qualcuno dice “Maria, chiudi la busta!”.

Questo programma mi porta a chiedermi: cos’è che porta la gente a parlare dei propri problemi personali davanti a milioni di telespettatori? Che fine ha fatto il pudore? Nell’epoca della tutela della privacy, dove devi dare il permesso anche al tuo stesso medico affinché possa tenere nel suo archivio la tua cartella medica, cosa porta la gente a confessare le proprie azioni più brutte davanti ad una telecamera?… e cosa porta migliaia di telespettatori a stare incollati agli schermi per vedere gente che litiga e che poi (forse) si riappacifica?

E vogliamo poi parlare di “Uomini e Donne”? Un programma dove un uomo, denominato “tronista”, siede appunto su un trono mentre un gruppo di donne si propongono come “corteggiatrici”. Ciascuna di loro cerca di conquistare l’uomo che ha anche la facoltà di invitarle ad uscire per degli incontri al di fuori dello studio televisivo (ma che verranno comunque ripresi dalle telecamere!). A far bella figura qua non è nessuno. Le donne, che sembrano disperate, e l’uomo, che sembra stia facendo shopping su un catalogo di donne… Insomma, una cosa triste.

Qual è il fulcro di ogni singola puntata? Vedere come le varie pretendenti litigano tra loro mentre due opinionisti (che in realtà non hanno nessuna competenza professionale in materia di relazioni umane) commentano i comportamenti e le scelte sia delle pretendenti che del “tronista”.

Il programma non ha risparmiato nessuna categoria umana: ci sono versioni per giovanissimi, versioni per persone mature, versioni per anziani e altre per gay! Ma davvero tutti quelli che partecipano credono di trovare così l’anima gemella? O si tratta solo di uno stratagemma per cercare di diventare famosi? Ma comunque... che gusto c’è a guardare uomini e donne che calpestano la propria dignità personale per un momento di celebrità televisiva? Io non lo capisco.

Ma davvero il fondo, secondo me, lo ha toccato il programma “Temptation Island”. Inizialmente l’idea della produzione era quella di far partecipare al programma solo le coppie formate durante l’ultima edizione di “Uomini e Donne” che avrebbero potuto così verificare la solidità della loro scelta. Siccome molte di queste coppie hanno però rifiutato, la partecipazione è stata aperta anche a coppie non celebri. Alla fine si tratta di un reality. Vi partecipano sei coppie non sposate e senza figli che accettano di mettere alla prova il loro amore per 21 giorni all’interno di un villaggio turistico. Qui le coppie vengono “tentate” a mettere in discussione il loro amore da alcuni tentatori e tentatrici che hanno lo specifico scopo di far “scoppiare” la coppia. Insomma… il gioco consiste nel rimanere fedeli al proprio partner senza mettergli o metterle le corna!

Ma che senso ha? Già non è facile trovare una persona con cui condividere la vita… già la vita stessa ci pone davanti mille problemi e complicazioni che mettono a rischio i nostri rapporti di coppia… dunque, per quale motivo andarsele a cercare? Davvero le persone hanno bisogno di simili stratagemmi per capire se amano veramente il proprio compagno o compagna? E chi guarda tutto ciò… che cosa spera di vedere? Che la coppia scoppia o che la coppia resiste?

Non sono uno che sostiene che la televisione debba offrire solo programmi culturali o roba del genere. Ben vengano trasmissioni satiriche, comiche o polemiche… ma onestamente… questi programmi, se non si è capito, non mi piacciono per niente! I sentimenti sono una cosa personale, fragile e delicata: spettacolarizzarli credo sia davvero un errore che non fa onore né a chi partecipa né a chi assiste.

Ok, forse sono stato troppo severo, che dici? Di TV buona in Italia ce n’è. Spero che tu non abbia frainteso! Ma è un dato di fatto che la TV di qualità è sempre di meno e che i programmi trash sono sempre di più! Una cosa buona c’è, però. Grazie ad internet e a servizi come Youtube e Netflix, ora abbiamo molta più scelta e quindi siamo noi sempre più responsabili di quello che scegliamo di vedere.

E io ti faccio i miei complimenti perché, è evidente, tu scegli di usare il tuo tempo ascoltando Italy Made Easy Podcast! Evviva! Grazie mille per il supporto e la fiducia che ci dai!

Con questo concludo e ti do appuntamento al prossimo episodio dove parleremo di tradizioni culinarie italiane che stanno scomparendo…

Ciao e alla prossima!

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