Le invenzioni italiane [Italian Listening Exercise]

By Manu Venditti | Advanced

Italy Made Easy Podcast #20 - Le Invenzioni Italiane

Podcast #20: Le invenzioni italiane

Ma ci avete mai pensato? Ogni giorno ognuno di noi utilizza qualcosa che, tanto o poco tempo fa, qualcun altro ha inventato. Praticamente ogni cosa che usiamo ha alle sue spalle un inventore, qualcuno che dal nulla ha creato quell’oggetto che noi oggi magari diamo per scontato!

Oggi, per aiutarti con il tuo italiano, in questo esercizio di ascolto e comprensione, ti parlerò di invenzioni famose italiane. Preparati a scoprire delle cose interessanti su questa cultura, quella italiana, che non smette mai di stupire!

Buon ascolto e buon divertimento! E ricordati, non mi aspetto che tu capisca tutto quello che dico! Cerca di seguire i miei discorsi e fai del tuo meglio per capire quello che puoi! Cominciamo!

(continua a leggere per trovare tutta la trascrizione di questo episodio)

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Gli italiani sono un popolo creativo e anche in quanto ad invenzioni famose non temono rivali! Anzi, lo sapete che lo stesso brevetto, cioè il concetto proprio di “brevetto” è, in un certo senso, un’invenzione italiana? Infatti i primi brevetti della storia sono stati concessi in Calabria all’epoca dell’antica Grecia. A quel tempo questi progenitori dei brevetti consistevano nel garantire per un anno all’inventore tutti i profitti derivanti dalla sua invenzione. Naturalmente la gestione dei brevetti si è evoluta nel corso dei secoli e la sua attuale regolamentazione internazionale risale a meno di trent’anni fa.

Comunque sia, passiamo alle invenzioni italiane… La prima grande invenzione Made in Italy porta il nome di Alessandro Volta, un grandissimo scienziato italiano. Sicuramente l’invenzione che lo ha consacrato agli altari della celebrità fu quella che noi comunemente chiamiamo “pila elettrica”. Il brevetto, infatti, illustrava come costruire il primo generatore statico di elettricità. Ma la pila non è l’unica grande invenzione di Volta. Proprio così: gli si deve riconoscere la paternità della creazione di strumenti di indagine scientifica dal nome quasi impronunciabile nonché di molti studi che portarono a successive grandi scoperte compiute da altri scienziati che vissero dopo di lui.

Ma quello che pochi sanno è che Volta scoprì una delle fonti di energia naturale più usate al giorno d’oggi. Quale? Andò così: Volta si trovava in vacanza sul Lago Maggiore e, frugando con un bastone il fondo melmoso dell’acqua, osservò numerose bollicine gassose che salivano a galla per poi svanire nell’aria. Raccolse tale gas e, scoprendone il carattere infiammabile, parlò di “aria infiammabile nativa delle paludi”: aveva scoperto il gas metano!

Come dite? State pensando di telefonare a qualcuno per raccontargli questa chicca che vi ho appena rivelato? Bravi, prendete il telefono e fatelo subito!… ma, mentre lo fate, non dimenticate di rivolgere un pensiero colmo di gratitudine a colui che inventò il primo telefono: Antonio Meucci. Il fiorentino Meucci, nel 1871, depositò un brevetto temporaneo per il telettrofono, l’antenato del telefono moderno. Si trattava di un brevetto provvisorio, da rinnovarsi annualmente e che Meucci non potè rendere definitivo perché non possedeva il denaro necessario. Per questo motivo, Alexander Graham Bell, che depositò un brevetto per uno strumento simile che però non funzionava, fu poi erroneamente accreditato come il creatore del telefono, la cui invenzione divenne per più di un secolo oggetto di una faida intellettuale tra Italia e Stati Uniti. L’onore è stato restituito al nostro Meucci nel 2002 quando il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto all’inventore italiano la paternità del telefono.

Il telefono non è però l’unico strumento tecnologico di uso quotidiano la cui nascita risale ad un inventore italiano. Anche la radio lo è! Nata nel 1896, è la più celebre creatura del fisico bolognese Guglielmo Marconi. Il brevetto consisteva in un sistema destinato solo alla telegrafia senza fili, ma qualche anno dopo venne applicato per produrre la prima radio. Grazie alla sua invenzione Marconi ottenne il Premio Nobel per la fisica nel 1909.

Sapevate già di queste grandi invenzioni? Non sono ancora riuscito a stupirvi? Allora ci riprovo con uno strumento meno clamoroso. Avete mai usato per scrivere o disegnare una matita meccanica? Quella che in Italia chiamiamo di solito “matita a mine”. Ecco, anche quella ha un papà italiano. Chi? La fabbrica di penne Aurora, ancora oggi celebre e rinomata, che nel 1924 ha depositato il brevetto per questa matita che oggigiorno è di uso comunissimo.

Quelle di cui ho parlato finora sono tutte invenzioni che hanno letteralmente rivoluzionato il mondo, non c’è dubbio… ma… ho deciso di tenere per ultimo uno strumento che forse non sarà determinante per l’evoluzione e il progresso mondiale ma che è qualcosa a cui io non potrei mai rinunciare: la moka! Sapete che io adoro il caffè che, oltre a piacermi, è anche il mio miglior amico e supporto nelle lunghe giornate lavorative. La moka è uno dei simboli dell’Italia nel mondo… ha sicuramente salvato, nel corso del tempo, milioni di lavoratori assonnati. Il caffè fumante che vi regala è ormai diffuso e noto ovunque e non solo in Italia. Per questo, che io considero uno “strumento salvavita”, dobbiamo ringraziare un uomo di nome Alfonso Bialetti e ritornare indietro al 1933.

Bialetti ebbe l’idea di come costruire una caffettiera guardando sua moglie mentre faceva il bucato. Sì, a quei tempi, per lavare i panni, si usava una specie di grossa pentola munita di un tubo con la parte superiore forata; l’acqua veniva messa nel recipiente insieme alla biancheria ed al sapone e il tutto veniva messo sul fuoco. Bollendo l’acqua saliva per il tubo e ridiscendeva, insieme al detersivo, sul bucato.

La moka, se ci pensate, funziona più o meno allo stesso modo. L’acqua nella caldaia sale e filtra attraverso la polvere di caffè. La sua invenzione e diffusione cambiò radicalmente le abitudini di consumo di caffè tra le mura domestiche.

Non bevete il caffè della moka perché preferite quello delle macchine per espresso che trovate nei bar? Benissimo, perché anche quelle hanno un genitore italiano. Nello stesso anno in cui Bialetti a Bologna inventava la moka, a Trieste un uomo di nome Francesco Illy, che aveva già inventato un nuovo modo di mantenere la qualità del caffè appena tostato in modo che potesse essere consegnato conservando l'aroma, inventò anche “Illetta”, la prima macchina da caffè automatica che sostituiva l'acqua in pressione con il vapore. Le macchine per l’espresso che vengono usate oggi discendono tutte da questo primo prototipo!

Non si esauriscono qui le invenzioni Made in Italy, io ho scelto di parlarvi di quelle forse più celebri. Se ho solleticato la vostra curiosità, accendete il computer e… caspita, questo non ve l’ho detto! Sapete che anche l’inventore del primo microchip è italiano? Correva l’anno 1971 quando il fisico Federico Faggin, trasferitosi negli Stati Uniti, fu capo progetto dello sviluppo di Intel 4004, il primo microprocessore al mondo. Ma questa è un’altra storia!

Dai, adesso non mi dite che già sapevate di tutte queste invenzioni italiane! Io, per esempio, da italiano che sono, non sapevo assolutamente che era stato Alessandro Volta a scoprire il gas metano! Certe persone hanno tutti i talenti!

Bene, chiudiamo qui questo episodio di Italy Made Easy Podcast e, magari, ci vediamo su Italy Made Easy Academy per una chiacchierata in italiano? Ciao ciao, e alla prossima!

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