Legendary stories – Part 1 [Italian Listening Exercise]

By Manu Venditti | Advanced

Podcast #26: Leggende italiane Pt.1

Ventisei episodi? Ventisei opportunità di migliorare il tuo italiano gratuitamente e forse nel modo più efficace: ascoltando un madrelingua italiano che ti parla di cose interessanti e magari un po’ bizzarre dell’italia e della cultura italiana. Tutto ad una velocità leggermente ridotta e quindi più chiara da seguire, ma pur sempre in un italiano naturale e parlato. 

E questo ventiseiesimo episodio non è da meno! 

Eccoti quindi un’altra storia interessante, tutta in italiano, che ti chiedo di ascoltare con attenzione, prima di scaricare il PDF dal nostro sito, italymadeeasyacademy.com, e di guardare la trascrizione e gli esercizi di comprensione!

Buon ascolto!

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Salve a tutti! La domanda di oggi è: da bambini vi raccontavano le favole?… e ve le ricordate? Io credo che ciascuno di noi ne abbia una del cuore, quella con cui amava addormentarsi la sera. Ma oggi qual è il vostro rapporto con le favole? Vi piacciono ancora? Se è così allora che ne dite di ascoltarne qualcuna? 

Non preoccupatevi, non sono impazzito e non ho intenzione di mettermi ora a raccontarvi la favola di Biancaneve o di Cenerentola! Le favole di cui vorrei parlarvi in realtà sono leggende… leggende italiane naturalmente!

Alla fine le leggende assomigliano molto alle favole... non sono altro che racconti molto antichi che appartengono alla tradizione di un popolo. Sono storie che parlano di fatti reali ma trasformati dalla fantasia… nelle leggende il reale, il magico o l’incredibile si mescolano per tramandare fatti o personaggi che sono fondamentali per la storia di un popolo. Altre leggende, invece, spiegano a modo loro una caratteristica dell’ambiente naturale, il perché di qualche fenomeno… o il motivo per cui un posto ha un certo strano nome.

Il mio Paese è pieno di questi racconti. Ognuna delle Regioni italiane ha le sue storie fantastiche, i suoi miti, i suoi racconti in cui si parla di personaggi e creature leggendarie… storie in cui fatti strani ed incredibili giustificano ancora oggi abitudini tradizionali o comunque cose apparentemente senza motivo.

Alcune di queste storie sono davvero antiche… tanto che nemmeno noi sappiamo davvero da dove vengano… qualcuna viene narrata fin dal Medioevo e forse da ancor prima!

Come forse sapete io sono originario di Nettuno, un paese vicino a Roma, e quindi i primi racconti leggendari che mi hanno raccontato vengono da quella zona e spiegano anche alcuni nomi strani che sono stati affibbiati a qualche monumento o palazzo. Vi faccio un esempio... Quanti di voi hanno già visitato Roma o lo faranno presto? Bene, in ogni caso tutti avrete sentito parlare della famosa Piazza Navona. Vicino alla piazza c’è un palazzo che ha una torre dal nome bizzarro: la Torre della Scimmia.

Si tratta di una torre che appunto fa parte di un palazzo cinquecentesco appartenuto ad una serie di antiche e nobili famiglie romane… i Frangipane, i Crescenzi, gli Scapucci… quindi perché viene chiamata “torre della scimmia”?? Insomma, non sembra un nome proprio glorioso… un nome altisonante adatto a celebrare una famiglia grande o importante! Quindi… da dove viene? E perché, praticamente da sempre per quanto i romani possano ricordare, sulla cima della torre è sempre accesa una piccola luce accanto a un’immagine della Madonna? 

Presto spiegato: una leggende narra che i proprietari della torre vivevano con una scimmietta. Ma un giorno questa scimmia, che era molto dispettosa, ovviamente, prese la loro bambina che era ancora neonata e la portò sulla cima della torre. A quel punto, naturalmente, tutti si spaventarono molto, sia i genitori della bambina che le persone che passavano vicino alla torre e vedevano questa scimmia con in braccio la bambina in un posto così alto e pericoloso. I genitori erano terrorizzati e pregavano la Madonna affinché salvasse la loro bambina. Ma all’improvviso al padre venne un’idea: richiamare la scimmietta con il solito fischio che usavano quando giocavano. In effetti, nell’udire questo suono abituale, la scimmia rientrò in casa e posò la bambina sana e salva nella culla. Si racconta quindi che, da quel giorno, il padre della bimba, come ringraziamento alla Madonna, volle che in cima alla torre fosse posizionata una lampada perennemente accesa.

Ecco spiegato perché oggi si chiama “torre della scimmia” e perché continua ad essere sempre accesa una luce che illumina una piccola edicola dedicata alla Madonna. A noi non resta che chiederci cosa ci sia di reale in questa storia… perché sicuramente qualcosa di vero c’è. Probabilmente nessuna bambina e mai rimasta sospesa nel vuoto in braccio ad una scimmia dispettosa… ma molto probabilmente una scimmietta ha vissuto in quella casa (un tempo per i nobili possedere animali esotici era purtroppo di moda)… e altrettanto probabilmente qualcuno ha vissuto qualche esperienza terribile finita però bene e ha pensato di ringraziare il Cielo per il lieto fine.

Questa è una storia fantasiosa dove abbastanza facilmente si possono intravvedere i fatti reali quindi… ma ce ne sono altre decisamente più fiabesche. 

Cambiamo Regione e parliamo sempre di nomi strani… perché in Piemonte esiste un posto molto bello chiamato “Valle dell’orco”. Insomma, forse non sarete tutti degli intenditori… ma nelle favole gli orchi sono sempre dei mostri cattivi che mangiano i bambini e vivono in castelli o grotte scure e sporche. Perché quindi questa valle, che è un posto splendido, porta questo nome?

Anche qui c’è una leggenda che ci fornisce qualche spiegazione.. ed è una storia che parla di generosità e riconoscenza!

Si racconta che in questa valle, molto molto tempo fa… beh, non possiamo essere più precisi… nelle leggende – come nelle favole – tutto è accaduto in un momento imprecisato ma molto lontano, no? Dicevo: molto tempo fa in questa valle vivevano un orco e sua moglie. Erano orchi buoni ed onesti. Un giorno però, si trasferirono nella valle anche dei draghi che erano malvagi e spesso bruciavano i villaggi della vallata dove scendevano per cercare l’oro. Le persone che vivevano in quella zona, quindi, cominciarono a diventare sempre più povere e più tristi.

Allora un giorno l’Orco, stanco dei saccheggi che danneggiavano la valle, decise di uccidere i draghi. Si armò e andò alle caverne dove vivevano... ma un drago, con uno sputo di fuoco, lo bruciò.

Nella valle, dopo aver saputo la notizia, si misero tutti in lutto. L’orchessa, cioè la moglie dell’orco, dopo la morte del marito, decise di vendicarlo e invitò i draghi ad abbeverarsi ad una fonte, nella quale aveva versato del veleno.

I draghi andarono dall’orchessa ma, appena la videro, la bruciarono come avevano fatto con suo marito e non bevvero l’acqua avvelenata. Gli abitanti allora decisero di provare loro ad uccidere tutti i draghi. Quando questi andarono di nuovo a saccheggiare la valle, spezzarono loro le ali, li catturarono legandoli e poi li bruciarono sul rogo. Infine, in memoria dell’orco e dell’orchessa, gli abitanti del posto decisero di chiamare la valle “Valle dell’Orco”, poiché gli orchi si erano sacrificati per loro e per i luoghi in cui vivevano.

E allora? Che ne pensate? Non è bella anche questa leggenda? Oddio, magari non bella, ma sicuramente interessante! Ok… naturalmente gli orchi e i draghi non esistono… ma questa leggenda nasconde sicuramente qualcosa di realmente accaduto… peccato che non riusciamo a capire esattamente cosa. Ma è una storia che parla di buoni sentimenti, di bontà… sacrificio… riconoscenza e rispetto! Quindi, come una favola, è bello raccontarla e ricordarla!

E così, con questi buoni sentimenti, per oggi passo e chiudo! Ma siccome ci sono altre belle storie che vorrei raccontarti… torna ad ascoltarci per la prossima puntata! Un bacione, e alla prossima!

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